Dal numero di Autosprint in edicola un estratto dell'articolo che spiega cos'è cambiato sulla McLaren per trasformarsi da perdente in dominatrice.
Mai sottovalutare la McLaren. Per la semplice ragione che è la squadra più reattiva del mondiale. Ancora venerdì, dopo una serie di long-run in condizioni gara concluse abbastanza positivamente, Hamilton aveva avvertito: «Non aspettatevi niente, nel giro veloce prenderemo un secondo dai migliori». Invece, con un giro che ricorda i migliori di Ayrton Senna, è arrivato alla prima fila, a 55 millesimi da Webber.
E in gara è stato il più rapido sul giro (0"166 su Webber), e praticamente imbattibile in ogni condizione: partenza, asfalto insidioso dei primi giri, gomme morbide, gomme dure. Anche questa è "remuntada". Ma come si spiega?
Tra gli avversari, Fernando Alonso era stato veloce a notare le tante novità portate dalla McLaren (e a confrontarle con quelle della Ferrari). Fra queste l'assetto picchiato, il famigerato "rake" che tanto ha fatto discutere da un anno a questa parte. E che finora sembrava una prerogativa della Red Bull. In pratica, significa avere un posteriore sensibilmente più alto rispetto all'avantreno.
I vantaggi così ottenuti sono due: si avvicina l'alettone anteriore al suolo, aiutandolo a "lavorare" meglio, e si sfrutta il fondo scocca come un piano inclinato. In altre parole, aumenta l'angolo che il diffusore forma rispetto al suolo. E così, teoricamente, anche l'effetto Venturi di estrazione dell'aria.
Diciamo teoricamente, perché nella pratica è molto difficile fare in modo che il flusso dell'aria continui a "copiare" il fondo scocca e il profilo estrattore, ad aderire alle superfici aerodinamici. Se questo flusso si stacca, il fondo "stalla" e non genera più il carico necessario. A volte questo avviene all'improvviso e il pilota si trova con una vettura incontrollabile.
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