25/07/2011

Formula 1: I segreti della rinascita McLaren

I segreti della rinascita McLaren
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La nuova aerodinamica ha reso vincente la Mp4-26 di Hamilton. Ecco dov'è cambiata

Dal numero di Autosprint in edicola un estratto dell'articolo che spiega cos'è cambiato sulla McLaren per trasformarsi da perdente in dominatrice.

Mai sottovalutare la McLaren. Per la semplice ragione che è la squadra più reattiva del mondiale. Ancora venerdì, dopo una serie di long-run in condizioni gara concluse abbastanza positivamente, Hamilton aveva avvertito: «Non aspettatevi niente, nel giro veloce prenderemo un secondo dai migliori». Invece, con un giro che ricorda i migliori di Ayrton Senna, è arrivato alla prima fila, a 55 millesimi da Webber.
E in gara è stato il più rapido sul giro (0"166 su Webber), e praticamente imbattibile in ogni condizione: partenza, asfalto insidioso dei primi giri, gomme morbide, gomme dure. Anche questa è "remuntada". Ma come si spiega?

Tra gli avversari, Fernando Alonso era stato veloce a notare le tante novità portate dalla McLaren (e a confrontarle con quelle della Ferrari). Fra queste l'assetto picchiato, il famigerato "rake" che tanto ha fatto discutere da un anno a questa parte. E che finora sembrava una prerogativa della Red Bull. In pratica, significa avere un posteriore sensibilmente più alto rispetto all'avantreno.

I vantaggi così ottenuti sono due: si avvicina l'alettone anteriore al suolo, aiutandolo a "lavorare" meglio, e si sfrutta il fondo scocca come un piano inclinato. In altre parole, aumenta l'angolo che il diffusore forma rispetto al suolo. E così, teoricamente, anche l'effetto Venturi di estrazione dell'aria.
Diciamo teoricamente, perché nella pratica è molto difficile fare in modo che il flusso dell'aria continui a "copiare" il fondo scocca e il profilo estrattore, ad aderire alle superfici aerodinamici. Se questo flusso si stacca, il fondo "stalla" e non genera più il carico necessario. A volte questo avviene all'improvviso e il pilota si trova con una vettura incontrollabile.

Il resto dell'articolo su Autosprint in edicola

 
 
 
 
 
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