Concetti semplici: gradino sul muso, telaio più corto
Anche la
Toro Rosso Str7 ha il muso a
gradino. Ecco le prime foto della monoposto di
Faenza già a Jerez per i test che iniziano domani. La settima monoposto di Faenza “nuova gestione”, nonché la terza a essere realizzata in totale indipendenza tecnica dalla
Red Bull, non è sgradevole alla vista come tante sue rivali.
La
Toro Rosso può essere la squadra del futuro: ha due piloti,
Ricciardo e Vergne, che insieme non fanno l’età di
Schumacher, ha un vertice tecnico tutto italiano (
Giorgio Ascanelli direttore,
Luca Furbatto alla progettazione) e può, anzi dovrebbe, capitalizzare sul recente passato. Nel 2012 la Toro punta al sesto posto del mondiale. Partiti
Alguersuari e Buemi tocca a un debuttante (
Vergne) e a un pilota che nel 2011 ha corso con la Hrt (
Ricciardo), e quindi della F.1 ha soltanto una vaga idea. In teoria bisognerebbe dar loro una vettura onesta, non troppo complicata da mettere a punto, prevedibile nelle reazioni. La
Toro Rosso Str7 è proprio così.
Giorgio Ascanelli, il direttore tecnico, dice:
«La monoposto 2011 aveva un concetto valido, ma non si prestava bene a usare i terminali di scarico in basso e anzi andava meglio con quelli alti. Logico quindi che, visto che le regole sono cambiate proprio in questo senso, continuassimo a lavorare su questo concetto. In parole semplici, abbiamo realizzato un telaio più corto, aumentando la distanza fra motore e cambio, in modo da creare una vettura più snella e filante».
Per il resto i
concetti sono quelli eseguiti un po’ da tutti, ovvero ridurre il più possibile la sezione nella parte inferiore delle fiancate per
migliorare il flusso verso la parte posteriore. Quest’anno dal motore
Ferrari - abbinato al Kers sviluppato da
Magneti Marelli - si potrà forse spremere qualche cavallo in più.
Nella storia della
Toro Rosso (e della
Minardi prima di lei) c’è solo un arrivo a podio, sul gradino più alto (Monza 2008, con Vettel): Ora tocca
Ricciardo e Vergne cercare di conquistare almeno un podio quest'anno.