Il villaggio dei balocchi è un agglomerato di case basse, elegantissime che sembrano uscite da una favola, di quelle favole che ci raccontavano da bambini. E il villaggio è dentro la foresta incantata, lo scenario costante del viaggio che ci sta portando a La Ferté-Vidame, il luogo della festa, il luogo dove tutte le Citroën vicine e lontane si ritrovano da oggi fino a domenica per festeggiare un Centenario da tramandare alla memoria.

A Pogues-Les Eaux, un sobborgo elegantissimo attaccato a Nevres si vive in un’altra dimensione: campi e foreste, foreste e campi coltivati. Una campagna rigogliosa, come tutta questa parte di Francia che attraversiamo a bordo della nostra fedele compagna, la 2CV Soleil della carovana organizzata proprio per raggiungere il raduno del secolo, da Citroën Italia. 

Comoda e instancabile

La 2CV e la Francia non smettono di stupirci ad ogni chilometro: la macchina per la sua comodità oltre ogni immaginazione, la Francia per queste distese senza fine di verde alternate a grano e granturco. Sfrecciano accanto a noi una quantità industriale di Tir che con lo spostamento d’aria fanno rientrare i morbidi specchietti laterali della 2CV. Ma è un attimo rimetterli al loro posto in attesa del Tir successivo.

 

Sapete la cosa che più stupisce, tra le tante, della 2CV? Lo spazio. Davanti si riesce a stare comodi anche se sei alto più di 1,80 cm. Dietro magari un po’ meno, come la larghezza non è poi così abbondante. Ma la morbidezza dei sedili e l’ammortizzazione globale della vettura fanno sì che anche dopo 1.000 chilometri la schiena sia al suo posto e non si abbia il minimo accenno di paralisi muscolare.

E poi, ragazzi come macina chilometri! Inarrestabile davvero. Entriamo di filato nell’altro incantevole scenario delle Valli della Loira con il suo delizioso avamposto Gien. Fuorio il verde, letteralmente, esplode intorno a noi. Viaggiamo a 100 km/h in mezzo a due colonne laterali di alberi e mentre pensiamo di avvicinarsi ad una dimensione di vita corretta, ecco che all’improvviso svaniscono il villaggio dei balocchi e la foresta incantata e dal nulla spuntano tre immensi, altissimi coni di cemento.

Ci mettiamo un attimo a comprendere che siamo davanti ad una delle tante centrali nucleari costruite in Francia. Ad essere precisi - grazie al prezioso contribuito di Google - capiamo di essere al cospetto di una delle quattro centrali nucleari, quella di Belleville, che sono state sistemate lungo il corso della Loira, le cui acque vengono utilizzate per raffreddare i loro reattori. Lo stupore diventa totale, quando ci rendiamo conto che, dall’altra parte della strada i campi vengono ugualmente coltivati in maniera intesiva. Della serie, o hanno la certezza che i fumi che escono dai coni non hanno emissioni nocive, oppure sfruttano quei campi per capire gli effetti che le emissioni hanno sulle colture...

Loira, la foresta incantata

Superato lo sconcerto per una visione mai avuta prima, torna la foresta incantata e la Loira restituisce naturalezza ad un ambiente tornato sostenibile, umano. Il percorso giusto per arrivare alla nostra destinazione, l’ultima prima di sbarcare a La Ferté-Vidame: Chartres. La cittadina famosa nel ondo per la sua Cattedrale di Notre Dame, la chiesa gotica più bella di Francia dopo la Notre Dame originale di Parigi (pre incendio). Il simbolo di una cittadina e di una libertà di pensiero, anche religiosa che ai tempi della sua costruzione (1194) era seriamente messa a rischio dalle divisioni tra cattolici e protestanti. A Chartres infatti venne incoronato un solo re, Enrico IV, gli altri tutti cattolici nella sede abituale di Reims.

Una cattedrale immensa, quella di Chartres: oltre 130 metri di lunghezza, 37,50 metri l’altezza della volta con 9 portali, 4000 statue e 172 vetrate. Un capolavoro che il Comune ha reso ancora più evidente con uno spettacolo di luci e magie grafiche che di sera raccontano la storia religiosa e civile della Cattedrale e in parte di tutta la Francia.

Il Centenario di Citroën fa storia in tutti i sensi.