Dice addio alle due porte e mezzo, dice addio a una carrozzeria dalle dimensioni da utilitaria, nuova Mini Clubman 2016. Quanto di interessante si era visto al salone di Ginevra dello scorso anno verrà riconfermato praticamente in toto al prossimo salone di Francoforte, dove la Mini che nell'ideale collettivo rappresenta la variante station wagon della gamma, si presenterà con quattro porte vere e una soluzione di apertura del bagagliaio, questa sì ancorato alla tradizione, originale come sempre. Se gli altri seguono i dettami di un portellone classico, Mini può permettersi, per storia anzitutto, un'apertura ad armadio. Le differenze tra concept e il bozzetto del modello pronto per la produzione in serie sono pressoché nulle. Un occhio attento si accorgerà delle alette verticali ai lati dello spoiler, del singolo terminale di scarico (quello doppio sarà riservato alla variante Cooper S) e delle maniglie "normalizzate" nelle forme, non più a filo con la carrozzeria. Interessante anche il tocco di sportività regalato con l'apertura sui passaruota anteriori, nella zona inferiore, ad altezza minigonna o quasi. Dove si posizionerà nella gamma Mini, la Clubman, è facile dirlo. Sarà il prodotto che offre sì più spazio (tanto) rispetto alla Mini 3 e 5 porte, ma potrebbe rivelarsi anche l'alternativa giusta per un pubblico che guarda al segmento C per dimensioni, disposto a scendere a compromessi e privilegiare il brand Mini (una Golf, in fondo, sarebbe 6 centimetri più lunga). Le dimensioni attese sono intorno ai 4 metri e 20 centimetri di lunghezza, decisamente superiori rispetto alla vecchia Mini Clubman (+25 cm), così come sarà molto più larga del metro e 63 registrato dalla serie 2008 e leggermente più bassa.

Le foto di Mini Clubman

Sul pianale UKL verranno installati i motori già apprezzati su Mini Cooper e Cooper S, quindi i tre cilindri 1.5 litri da 136 cavalli a benzina e 116 diesel, accanto al 2 litri Cooper S da 192 cavalli e SD da 170. In seguito non è esclusa la riproposizione anche delle unità meno potenti su base 3 cilindri. Fabiano Polimeni