Un processo inarrestabile. Vede così, Rick Hudi - capo dei dispositivi elettrici di Audi - la diffusione della strumentazione virtuale. Non una qualsiasi, bensì Audi Virtual Cockpit, che verrà estesa, seppur come optional, alla Audi A3 restyling, che accoglieremo il prossimo anno. Il pannello LCD di tipo TFT ha fatto il suo debutto con Audi TT, per poi essere riproposto su Audi R8, Audi Q7 e, da ultima, la nuova generazione di Audi A4. All'interno del gruppo ha fatto capolino anche su Volkswagen Passat e il prossimo step sarà quello dell'ingresso nel segmento delle compatte premium. A 4 anni dal lancio, Audi A3 introdurrà la tecnologia spinta dal processore Tegra Quad Core di nVidia, ad assicurare la potenza di calcolo e rendering necessaria per gestire le due diverse modalità di visualizzazione. Ci sarà l'opzione classica, di una strumentazione che riporta gli elementi circolari di tachimetro e contagiri, con le istruzioni del navigatore in secondo piano, oppure si potrà optare per la modalità infotainment, che regala la scena alla rappresentazione della mappa del navigatore satellitare, riducendo la porzione di schermo dedicata a tachimetro e contagiri. Inoltre, quest'ultima schermata integra anche il telefono, l'Audi Connect e il lettore multimediale sul display da 12,3 pollici di diagonale. Audi Virtual Cockpit Audi A3 restyling «Un domani non ci saranno molte auto senza virtual cockpit, anche tra le più piccole. Il prossimo anno lo integreremo sulla Audi A3 facelift», ha annunciato Rick Hudi a Motoring. «Il cliente che sceglie una Audi A3 in allestimento base non monterà quest'optional, però chi sceglierà un allestimento più ricco o un motore più prestazionale, allora non ho dubbi che opteranno anche per l'Audi Virtual Cockpit. Il prezzo diminuisce molto rapidamente tante più persone lo utilizzano e ormai la strumentazione virtuale è diventata una simbolo di riconoscimento per Audi. Su una A3 ben equipaggiata, come una RS3, perché il cliente non dovrebbe voler pagare un 400 euro in più per il virtual cockpit o un faro matrix led?». Fabiano Polimeni