C'è altro, oltre all'"ovvio". Non ha il tetto, ed è la condizione principale per poterla definire Ferrari LaFerrari versione scoperta, come genericamente viene indicata a Maranello in attesa dell'ufficializzazione del nome. Rispetto alla hypercar coupé, là dove si incontrano le portiere con apertura a elitra, separate da una porzione di tetto, si fa largo un hard-top in fibra di carbonio, in alternativa una capote morbida. Entrambe pensate per essere rimosse in fretta e utilizzare LaFerrari come si conviene a una spider. O forse sarebbe meglio dire Aperta, nome che trapela tra le maglie delle immagini diffuse da Maranello.

L'ufficialità si avrà al Salone di Parigi, insieme a una scheda tecnica che copia i valori noti del powertrain LaFerrari, motore V12 da 800 cavalli e sistema elettrico da 163 cavalli. Al di là dei numeri, i tecnici hanno dovuto studiare soluzioni specifiche per far sì che il coefficiente di resistenza aerodinamica restasse il medesimo della coupé sulla spider, pur senza tetto. Osservando attentamente la silhouette della spider si nota l'aggiunta di un profilo tra i montanti e la cornice del parabrezza, verosimilmente studiato per ridurre le turbolenze nell'abitacolo. 

Ulteriore modifica visibile tra le due LaFerrari, l'adozione di un differente soffiaggio dietro le ruote anteriori, inserito sul deviatore di flusso, appena sopra gli indicatori di direzione. Interventi in superficie a parte, l'assenza del tetto ha comportato l'adeguamento dei livelli di rigidità torsionale e flessionale per riportarli ai valori assicurati dalla coupé. In cosa si siano concretizzati, e quale aggravio, eventuale, di peso abbiano generato lo scopriremo al Salone di Parigi il prossimo 1 ottobre.

Tutti gli esemplari destinati a essere prodotti sono stati già venduti, a una platea di clienti selezionati e collezionisti. Nei mesi scorsi l'indiscrezione che circolava era di una tiratura limitata a 150 unità.

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