Los Angeles

L’Alfa Romeo Stelvio, il SUV voluto fortemente da Marchionne per “sfondare” negli Stati Uniti, debutta davanti al mondo a Los Angeles senza la presenza di “Big Sergio” al fianco. A introdurla a 700 entusiasti giornalisti di tutto il mondo, ma soprattutto americani, c’è l’amministratore delegato di Alfa Romeo, Reid Bigland. Il “mago delle vendite” in America di Chrysler e Jeep negli anni scorsi, un canadese dal fisico possente, che è stato promosso la scorsa estate a n.1 di Alfa e Maserati. Come mai manca Marchionne? Nessuna scaramanzia da debutto, semplicemente il gran capo di FCA ha voluto evitare di presenziare per lasciare tutta l’attenzione alla nuova Stelvio. Altrimenti la sua presenza avrebbe calamitato domande su politica, strategie e ogni altro argomento esterno all’automobile vera e propria.

Un debutto intriso di italianità in California, il paese che più di tutti ama i prodotti di lusso italiani. Il video di presentazione alternava immagini delle Alfa da corsa di un tempo, dalla GTA alla 33, c’erano la Targa Florio e Nuvolari al Nurburgring; insomma un po’ tutto della storia Alfa per ricordare agli americani che grande tradizione ha il biscione. Dulcis in fundo, si è vista (e soprattutto sentita) una Quadrifoglio sfrecciare su via dei Fori Imperiali a Roma, quella che porta al Colosseo, con il rombo inconfondibile del motore a rompere il silenzio. Americani a bocca aperta, ma che avrà detto la Raggi che ha voluto pedonalizzare quella strada?

Un debutto hollywoodiano per l’Alfa Romeo che segna l’ingresso del Biscione nel settore delle Sport Utility. La Stelvio ha un nome chiaramente ispirato al famoso passo alpino che divide l’Italia dalla Svizzera, caratterizzato da 48 tornanti. La versione di lancio anche in USA è la potentissima Quadrifoglio, che qui in America eroga 505 cavalli e non i 510 europei per via solo delle differenti procedure di omologazione. Bigland ha detto orgogliosamente nel mostrarla: “Ha la stessa tecnologia della Giulia Quadrifoglio: carbonio, alluminio, motore V6 turbo costruito in partnership con la Ferrari, e distribuzione dei pesi eprfettamente equilibrata: 50/50”.

Di fatto, la Stelvio è la versione SUV della Giulia; costruita sullo stesso pianale, con quasi gli stessi motori ma diversi fra Italia e USA: in America è lanciata con il 2 litri turbo benzina da 280 cavalli della Giulia Veloce mentre da noi invece avrà la gamma diesel da 180 e 210 cavalli). La Stelvio è annunciata avere un comportamento dinamico eccellente che riprende in tutto e per tutto l’ottimo handling della Giulia, ma su carrozzeria SUV. Comunque l’auto, pur essendo una Sport Utility, non è particolarmente alta e massiccia: è lunga 468 cm (4 più della Giulia), ed è alta una ventina di cm più della berlina: 165 cm contro i 142,6 della Giulia. E il baricentro non è molto più alto a vantaggio di una guida sportiva.

Di fatto la Stelvio non è una fuoristrada: ha un look SUV perché è la forma che va più di moda tra le auto premium e non solo, e che ha soppiatntato per versatilità la station wagon. Ma la Stelvio nasce con l'intento di mantenere le stesse caratteristiche di grande dinamismo di guida della berlina Giulia e il suo eccezionale handling. La Stelvio ha un look piuttosto basso e compatto, con il tetto spiovente sul baule che disegna una linea sportiva, quasi tre porte con un piccolo spoiler sulla sommità. La versione Quadrifoglio della Stelvio è meno sfacciata della omonima Giulia perché pur avendo quattro terminali di scarico dietro e minigonne in carbonio sotto le porte, manca di spoiler vistosi sulla coda. Il portellone posteriore è più sagomato, la targa sarà in basso invece che a mezza altezza fra i fari come sulla Giulia.

La versione americana della Stelvio uscirà con motori 2 litri benzina da 280 cv (quello della Giulia Veloce 4x4) e V6 turbo Quadrifoglio da 505 cv; la Stelvio “europea” avrà lo stesso V6 turbo da 510 cv e i turbodiesel da 2.2 litri da 180 e 210 cv. Arriverà sul mercato a primavera 2017, sia di qua che di là dall'Atlantico. Prima in USA perché la disponibilità di motori benzina è più rapida dei diesel. Ci sono tre grosse differenze a livello tecnico fra Giulia e Stelvio: cambio, trazione e torque vectoring. Mentre la Giulia offre sia il cambio automatico 8 marce che quello manuale 6 marce in quasi tutte le versioni, Quadrifoglio compresa, la Stelvio uscirà soltanto con l’automatico 8 marce (che è di produzione ZF e si è rivelato particolarmente eccellente sulla berlina). Si pensa sia più adatto a uno Sport Utility.

La seconda differenza è sulla trazione: la Stelvio Quadrifoglio è soltanto a quattro ruote motrici, mentre sulla Giulia più potente la trazione è posteriore. In generale la maggior parte delle Giulia sono a trazione posteriore, a parte la Veloce, mentre sula Stelvio è il contrario: saranno quasi tutte integrali con sistema Q4 mentre i modelli d’ingresso avranno anche sola trazione su due ruote motrici (posteriore ovviamente). I sistema Q4 funziona tramite un differenziale anteriore che porta la motricità quando serve dal retrotreno fino alle ruote anteriori fino al 50%. Normalmente in condizioni di asciutto e aderenza perfetta la potenza è scaricata al 100% dietro.

La terza novità è il sistema Torque Vectoring, che aiuta l’inserimento in curva e che sulla Stelvio per la prima volta è abbinato alla trazione integrale. Agisce tramite due frizioni nel differenziale posteriore che consentono di controllare diversamente la coppia per ogni ruota e far variare la traiettoria percorsa eliminando il sottosterzo. Quanto costerà? Presto per dirlo, ma secondo Fabrizio Curci responsabile Alfa per l'Europa costerà più o meno o poco meno delle tedesche Premium: “Saremo nella fascia di prezzo dei concorrenti Premium come BMW (X4), Mercedes e Porsche (Macan). I prezzi definitivi li annunceremo quando saremo prossimi alla commercializzazione”.