Il piani di rilancio di Alfa Romeo sono ben saldi. Anche se potrebbero avere uno svolgimento variabile, seguendo gli orientamenti  del mercato.

I SUV dominano il futuro del Biscione e copriranno tre segmenti: C, D (lo Stelvio) ed E. Ma rimane imprescindibile un'altra "grande" Alfa, oltre allo sport utility. L'ammiraglia, retaggio del glorioso passato, e portabandiera essenziale per autenticare le ambizioni premium. Specialmente in Cina e in America, dove la grandi berline riscontrano apprezzamenti e regalano prestigio.

La vox populi vorrebbe battezzarla Alfetta, ma il nome non è ancora certo. La data invece è più definita. Al termine del 2018, se non ci saranno esigenze particolari o mutamenti del mercato.

Un'ammiraglia per incrociare altre big come BMW Serie 5, Audi A6, Mercedes Classe e Jaguar XF. Sempre realizzata sulla piattaforma Giorgio, ma con dimensioni maggiori rispetto la Giulia. Nell'ordine dei 5 metri di lunghezza: la Maserati Ghibili, tanto per fare un esempio in famiglia misura 4,97 metri.

A vent'anni dall'esordio della non fortunatissima Alfa 166 (1998) una grande berlina della classe di prezzo dai 50.000 euro in su. Forse prodotta a Mirafiori, come già delle auto del Tridente come la Levante.

Dopo o a ridosso dell'ammiraglia dovrebbero arrivare il Grande Suv il crossover, o piccolo SUV, e anche delle sportive, una coupé e una spider, realizzate sulla base della Giulia. Ricordate la Giulia Sprint anticipata da Auto?