Maneggiare con cura. Per le prestazioni esagerate che promette e per la massa in gioco. Jeep Grand Cherokee Trackhawk si presenta con un corredo tecnico da muscle car, a partire dal motore V8 6.2 litri sovralimentato con volumetrico, l'Hellcat da 717 cavalli e 875 Nm che ti aspetteresti sotto il cofano di una Dodge Charger, meno sotto quello di un suv da 2.400 kg. Sfida accettata e primi numeri che testimoniano tutta l'esuberanza, sotto forma di uno "0 a 97 km/h" (le 60 miglia all'ora di riferimento Oltreoceano) in 3"5 e velocità massima di 290 orari, barriera che chiama in causa l'impianto frenante per una sfida più grande ancora di quella accettata del propulsore.

Brembo firma il più grande mai installato su una Jeep Grand Cherokee di serie. Dischi da 400 millimetri all'anteriore e 350 millimetri al posteriore. Pinze gialle, dietro i cerchi da 20 pollici, su rischiesta anche forgiati, dedicati a chi vuole limare gli ultimi chili. Un po' come rinunciare alle candeline sulla torta. 

Gli accorgimenti tecnici per arrivare a Grand Cherokee Trackhawk hanno interessato l'aspirazione, con un condotto installato al posto del fendinebbia lato guidatore, ad alimentare un collettore da 92 millimetri sul corpo farfallato. Il compressore volumetrico del V8 Hellcat si distingue per il rivestimento dei rotori, tra teflon e resine proprietarie Jeep, specifiche per limitare l'usura e tali da consentire la riduzione delle tolleranze, a sua volta funzionale alla riduzione delle perdite d'aria e una sovralimentazione più efficiente. 

La trazione quattro ruote motrici fa affidamento sul selettore Selec-Track e sul differenziale posteriore a slittamento limitato, controllato elettronicamente. Cinque modalità di guida, ciascuna non solo a velocizzare i tempi di cambiata ma anche la ripartizione della coppia. In Auto, all'anteriore giunge il 40% della coppia, con il 60% restante al retrotreno. In modalità Snow, ripartizione 50:50, in Sport, 35:65, da abbinare a tempi di cambiata più rapidi del 50%; la modalità Track è specifica per la pista, 30:70 la gestione della coppia tra i due assi, sospensioni tarate nella configurazione più rigida possibile (molle e ammortizzatori adattivi sono firmati Bilstein) e appena 168 ms per il cambio marcia (68% più veloce della modalità Auto). In modalità Tow, invece, 60:40 la ripartizione, con le sospensioni a controllare angolo di imbardata e altezza del muso in funzione del carico trainato (ben 3,2 tonnellate rimorchiabili). 

Chi vorrà "assettare" la Trackhawk modificando i singoli parametri di reattività dello sterzo, delle sospensioni, del gas, la ripartizione della coppia e l'intervento dei sistemi di assistenza alla guida, potrà farlo con il Custom Mode. Chicca tecnologica dedicata a quanti vorranno sentirti un po' piloti, in pista, nonostante forme e massa da suv, sono le videate dello UConnect da 8.4 pollici con le informazioni sulla potenza utilizzata, la coppia e altri dati esportabili su chiavetta USB, da custodire come "prova" della propria guida. 

Grand Cherokee Trailhawk, la prova 

Detto degli interni in pelle Nappa e suede di serie e della possibilità di trasformare l'intero abitacolo con il Signature Leather Interior package, nero o rosso, l'ultima nota richiama il "Maneggiare con cura" dell'inizio. Il Valet Mode è protetto da un pin e non fa altro che imbrigliare la Trackhawk per prevenire danni ben peggiori frutto di parcheggiatori sprovveduti. Potrebbe tornare utile anche per guidatori occasionali, visto l'intervento sul motore, con limitatore a 4.000 giri/min, cambiate anticipate, esclusione della modalità di cambiata manuale, esclusione dell'utilizzo delle palette, taratura specifica per volante, trazione e sospensioni, assenza dei profili Drive Mode, ESC completamente attivo e non disinseribile ed esclusione del Launch Control. 

LA GAMMA JEEP E IL LISTINO PREZZI