Sono gli interventi che, solitamente, caratterizzano lo sviluppo dei prototipi da corsa più estremi. Affinamenti di particolari la cui forma incide clamorosamente nella prestazione complessiva. Aston Martin Vulcan AMR Pro sposta ancor più in là il limite della già Vulcan "standard", tra le mani dei 24 fortunati proprietari che, prima ancora di misurare in pista il potenziale della loro Aston Martin sono stati adeguatamente catechizzati e formati con una serie di corsi di guida. 

Il pacchetto AMR Pro verrà installato direttamente da Aston Martin e le prime Vulcan trasformate in AMR Pro usciranno dalla fabbrica in autunno. Anteprima al Festival di Goodwood sulla configurazione aerodinamica rivista, insieme a rapporti del cambio accorciati. Dall'avantreno al retrotreno cambia l'intera gestione dei flussi, per sviluppare maggior carico, per l'esattezza quantificato in 4.000 Nm contro i 3.150 Nm valore di partenza. Aston Martin, recente vincitrice della 24 Ore di Le Mans in Classe GTE Pro, spinge sul confronto con la Vantage impegnata sul tracciato della Sarthe confrontandone i valori di carico, con la GTE Pro che si "ferma" a 3.104 Nm. 

Sul muso troviamo un nuovo splitter, con deviatori di flusso (non visibili poiché nella zona inferiore) che aiutano a incrementare il carico sull'anteriore e migliorare la reattività dell'asse ai comandi impartiti al volante. Nella stessa direzione vanno i baffi davanti alle ruote, due pinne svergolate che provano a generare carico verticale oltre l'asse anteriore. Per ridurre la pressione frutto della rotazione delle ruote all'interno dei passaruota, questi ultimi risultano aperti con due griglie di sfogo dell'aria e conseguente diminuzione della portanza. 

Proseguendo verso il posteriore, tutta nuova l'ala, da un elemento monoplano a un'ala biplano. Il piano principale non cambia molto nella forma, sempre scavata al centro. Cambia nell'adozione di un Gurney flap, un profilo alto 20 millimetri e installato sul bordo d'uscita, utile per generare carico alle velocità più basse a fronte di un basso incremento della resistenza aerodinamica. Un altro Gurney flap (prende il nome da Dan Gurney, ex pilota di Formula 1, sebbene il brevetto di una soluzione simile risalga già al 1931) è posizionato verticalmente (15 millimetri di estensione) sulle paratie verticali dell'ala, a loro volta modificate con l'adozione di tre aperture. In piano inferiore dell'ala, invece, è scomposto in tre parti e si raccorda ai supporti centrali. 

La diversa configurazione aerodinamica ha portato, come conseguenza, un centro di pressione modificato, collocato in posizione più centrale, a vantaggio di una maggior trazione, miglior inserimento dell'anteriore e aderenza dell'avantreno. Già che c'erano, i tecnici Aston Martin hanno ottenuto un risparmio di peso di 5 kg sul cofano motore, grazie a una diversa disposizione delle pelli di carbonio. Gli interventi tecnici si sposano al motore V12 7 litri aspirato dalla potenza invariata: sempre 831 cavalli a spingere la Vulcan AMR Pro.