PARIGI. Cambia la Cactus. E lo fa in modo radicale dopo tre anni scarsi di commercializzazione. Addio air-bumps, addio allo stile “on the road” che aveva stupito al momento della comparsa sul mercato, a fine 2014, di quella che è stata considerata l’erede della storica 2CV.

E addio a quell’aria rustica che caratterizza il modello ancora in listino. La nuova Cactus si è molto imborghesita e ha connotati assai più tradizionali, con le fiancate stilisticamente pulite, laddove gli air-bumps sono diventate ora piccole strisce di plastica nella zona inferiore delle porte. In generale è cambiato il design, meno audace, meno estremo e più cittadino, con i fari posteriori (anch’essi a Led) più grandi e con novità tecniche, come l’arrivo di un nuovo cambio automatico a sei marce EAT6 e, nell’abitacolo, sedili dal disegno inedito.

Lunga 4,17 metri e con un passo di 2,60, la Cactus che arriverà sul nostro mercato a inizio 2018 - poi seguita dalla C3 Aircross a fine anno - presenta un aspetto generale ora più slanciato. Conserva il Dna della berlina hatchback e compatta ma è più elegante e ricercata dell’attuale che resta in listino sino all’arrivo dell’attuale che andrà in pensione dopo soli tre anni di vita. Oggettivamente pochi in un mercato dell’automobile che valuta in 4-5 anni la vita media di un modello.

La nuova Cactus, sulla quale debuttano in Europa le confortevoli sospensioni con smorzatori idraulici progressivi, ha una gamma motori inizialmente ristretta. Si va dai benzina tre cilindri Puretech 1.2 da 82, 100 e 130 cv al diesel 1.6 BlueHDI da 100 cv che sarà poi seguito dalla più potente versione da 120 cv. Cinque, infine, i livelli di allestimento (normale, Metropolitan Red, Wilde Grey, Hype Grey e Hype Red, che prevede anche i rivestimenti di nappa e Alcantara).