Fuori, la bella tinta rosso Crystal veste le solite proporzioni, rinnovate nei dettagli: cerchi in lega, 17 o 19 pollici, linee diverse; calandra, un gran passo avanti rispetto alla griglia con elementi orizzontali, sostituiti da un motivo più dinamico, abbinato a un andamento diverso della cornice cromata, a supportare i fari a led in basso. Mazda 6 2018, però, il cambiamento sostanziale lo propone negli interventi nascosti dalla carrozzeria e a bordo. La necessità di modernizzare gli interni e, al tempo stesso, incrementare la qualità percepita ha prodotto una riprogettazione completa della plancia, estesa ai pannelli delle portiere.

Più lineare la prospettiva che si ha dal posto guida, supportati da sedili con seduta e schienale ventilati (optional) ma soprattutto rivisti nella densità dell’imbottitura, in poliuretano espanso. Plancia che si sviluppa per linee orizzontali, in un alternare di materiali che esprimono il meglio in allestimento Signature, top di gamma presentato al Salone di Los Angeles, caratterizzato dall’accostamento di pelle Nappa, profili in alluminio, legno Sen e fibra UltraSuede NU. Modifiche che coinvolgono anche i comandi della climatizzazione, la definizione (superiore) del display da 8 pollici della multimedialità e la strumentazione TFT configurabile da 7 pollici proposta sugli allestimenti più alti in gamma. 

Miglioramento di quel che è immediatamente visibile e di quanto, pur non essendolo, influisce sulla qualità della vita a bordo: i valori di NHV (Rumorosità, ruvidità e vibrazioni) ottimizzati passano dall’utilizzo di uno spessore maggiore degli strati che compongono il vano ruota posteriore, da un impiego superiore di materiale fonoassorbente, dalla revisione della rigidità dell’assetto, per combinare comfort e una dinamica di marcia più spigliata, intervenendo sugli angoli caratteristici delle sospensioni. Cambiamenti che hanno interessato anche la scatola guida. Il volante è, invece, tra i pochi particolari rimasti invariati.

Aggiornamento che introduce un cruise control in grado di gestire le fasi di stop&go, tramite i rilevamenti effettuati da un radar, e il sistema di visione intorno all’auto 360° View Monitor. Apprezzabile l’integrazione delle spazzole tergicristallo antigelo.

Sotto il cofano, debutta l’unità quattro cilindri turbo benzina 2.5 litri già adottata su Mazda CX-9, accoppiata al cambio automatico 6 marce e accreditata di 250 cavalli e 420 Nm di coppia a 2.000 giri/min. Rappresenta una “prima” per Mazda sul mercato statunitense, invece, il sistema di disattivazione dei cilindri sul propulsore 2.5 litri aspirato 4-in linea. La disattivazione dei due cilindri esterni del monoblocco è attuata nei frangenti di guida a carichi parziali, a velocità costante tra i 40 e 80 km/h, soluzione accompagnata da uno smorzatore delle vibrazioni installato sul convertitore di coppia, per non intaccare il comfort a bordo nelle fasi di marcia a 2 cilindri.