Luca Borgogno è raggiante, complice il sole che illumina l'Eur alla vigilia dell'E-Prix di Roma. Freme, comprensibilmente, nell'anticipare forme e caratteristiche della sua prossima creatura. La prima di Automobili Pininfarina, nuovo costruttore che porta in dote il nome dei gloriosi carrozzieri torinesi e i capitali degli indiani Mahindra. Non un semplice spin-off, bensì un inedito marchio di automobili. Di cui Luca è il direttore del design. Non produrrà semplici automobili ma vetture in grado di ridefinire il concetto di lusso.

Con Automobili Pininfarina nasce il concetto di hyper-lusso, per oltrepassare quanto visto finora in fatto di hypercar. Prendiamo come punto di riferimento Bugatti Chiron, l'esagerazione a motore contemporanea. E oltrepassiamola.

Perché il lusso Pininfarina non sarà solo hyper ma anche sostenibile. E i quasi 2000 cavalli sviluppati dalla PF0 (evocativo nome in codice di progetto) saranno elettrici, derivati dall'esperienza Mahindra in Formula E. Consentendo prestazioni aeronautiche: da 0 a 100 km/h in meno di 2 secondi, da 0 a 200 in meno di 12 secondi. La Chiron ne impiega poco più di 13. la velocità massima sarà superiore i 400 orari e l'autonomia di circa 500 km. Per sbranare l'asfalto in pista o godersi le curve assolate della California.

La produzione prevista è di circa 90 esemplari, da vendere a 2 milioni di euro ciascuno. A chi? Michael Perschke (nella foto sotto con Luca Borgogno nei box della Formula E), Ceo di Automobili Pininfarina con un passato di a.d Audi India, dice: “Nei prossimi mesi incontreremo il maggior numero possibile di proprietari di automobili progettate da Pininfarina, sia durante incontri privati sia in occasione dei più importanti eventi automobilistici al mondo, a partire da Pebble Beach. Le competenze dei nostri prestigiosi partner e la nostra esperienza maturata in ambiti quali i veicoli elettrici, il design del lusso, i servizi per la mobilità e le vendite di automobili di lusso costituiranno un’eccellente piattaforma. Ma il fattore chiave sarà la capacità di proporre vetture fedeli alla tradizione Pininfarina e in linea con le aspettative del 2020 e oltre.”

Ammaliando dunque collezionisti Ferrari, ad esempio. Ma anche homini novi nel mondo dell'esclusività assoluta. Interessati alla velocità ma non solo. Perché alle prestazioni zero emissioni, quindi a un nuovo concetto di sportività, corrisponderà anche un livello di tecnologia sconosciuto alle attuali hypercar. A partire “da un sistema di guida autonoma di livello 3 o 4”.

Il design esprime la tradizionale volontà Pininfarina di andare oltre il precostituito. Senza dimenticare da dove si proviene. E nel frontale non sfugge l'omaggio alla Ferrari Sergio del 2015. “L'innovazione è uno dei nostri maggiori valori principali – afferma Paolo Pininfarina -. Se non è innovativo non lo facciamo. Mio nonno sarebbe contento di questo progetto”.

Il prototipo verrà presentato nel corso del 2019, le prime consegne l'anno successivo. Entro il 2022 avremo più di un modello in gamma, assicura il sig. Anand Mahindra, presidente della società che porta il suo nome, arrivato a Roma per sottolineare la solennità del momento. Cosa riserva il futuro non è dato saperlo, ma non si esclude una vettura paragonabile a un Suv. Ovviamente caratterizzata da lusso estremo e design in grado di rappresentare al meglio la grande tradizione di eccellenza Pininfarina. Di una cosa sola è certo il sig. Mahindra: “Non ci sarà un'equivalente della Tesla Model 3. Non vogliamo e non possiamo stressare questo marchio unico”.