È interessante seguire il percorso di Infiniti Project Black S per almeno due ragioni. Il primo si lega alla tecnica, in concept ha sfoggiato già la filosofia da “power unit” di Formula 1 che intende portare su strada. È una strada di ibrido prestazionale strettamente legato ai sistemi di recupero impiegati sulle monoposto da gran premio, con le dovute proporzioni e i limiti di un progetto comunque stradale. Formula 1 dove il legame Infiniti è quello con Renault Sport, all'interno dell'Alleanza Nissan-Renault.

Il secondo motivo per il quale è da seguire con particolare interesse lo sviluppo che verrà presentato lunedì prossimo, alla vigilia del Salone di Parigi 2018, si lega al futuro di nuova Nissan GT-R. Componendo un puzzle con pochi, grandi, tasselli da mettere in ordine, ecco che l’ibrido supersportivo di serie, attualmente assente nella famiglia Nissan-Infiniti, potrebbe essere proprio lo schema in fase di finalizzazione con Project Black S.

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Un modello che potrà arrivare alla fase della produzione in serie nel giro di un paio di anni, diventare portabandiera dell’elettrificazione che investirà Infiniti, la coupé. Per il peso specifico, tuttavia, che riveste Nissan GT-R nell’immaginario degli appassionati, stuzzica ancor di più scoprire attraverso Infiniti il potenziale di una power unit che potrebbe andare sotto il cofano della futura Godzilla.

«Collaborando direttamente con il team Renault Sport Formula One, questo laboratorio sperimentale dimostra il potenziale di un powertrain elettrificato ispirato alle corse, diverso da qualsiasi altro attualmente su strada», ha anticipato Tommaso Volpe, direttore Motorsport globale e progetti Performance di Infiniti. E l’architettura dell’ibrido conferma le ambizioni di primato. Il motore V6 turbocompresso da 3 litri rappresenta la componente termica, abbinata a due sistemi di recupero dell’energia strettamente ispirati alla Formula 1 turbo-ibrida.

Soprattutto nel sistema MGU-H, motogeneratore attivato dalla rotazione del turbocompressore a gas di scarico, in grado di caricare il pacco batterie e restituire potenza sul turbocompressore stesso, per un’immediata attivazione che supera i limiti dell’esclusivo funzionamento a gas di scarico. Il secondo componente è il più convenzionale MGU-K, motogeneratore cinetico che recupera energia nelle fasi di decelerazione e restituisce la potenza direttamente sull’albero motore o sulla trasmissione. È l’impianto basilare dell'ERS, Energy Recovery System con batterie ad alta capacità di ricarica e scarica energetica, vale oltre 570 cavalli il sistema ibrido.

Sarà interessante scoprire gli sviluppi dell’impianto tecnico più delle novità aerodinamiche ed estetiche. Con l’eccezione di progetti estremi come le hypercar, campo nel quale Mercedes-AMG One introdurrà un sistema con doppio recupero d’energia (MGU-H e MGU-K) ancor più stretto parente della power unit di Formula 1 (avendo anche il motore termico uguale frazionamento e cubatura), al di fuori del progetto Infiniti va ricordato il piano di ibridizzazione in casa Ferrari, con il turbo elettrico privo di collegamento fisico tra turbina e compressore, abbinabile anche a un sistema di recupero d’energia cinetica. Poche, rare, perle di ricerca tecnica estrema.