Il lato elettrico del go-kart feeling. MINI elettrica svela le proprie carte. Ordini aperti da subito, 500 euro e si opziona un esemplare (su electric.mini.it), in attesa della commercializzazione che avverrà dal 7 marzo del prossimo anno.

Come cambia l’interpretazione a batteria rispetto alla consueta 3 porte con motore termico? Il trapianto di cuore consente un abbassamento del baricentro di 30 millimetri, nonostante l’altezza da terra risulti 18 millimetri superiore, per consentire la necessaria luce libera tra pacco batterie e asfalto. Il motore elettrico di tipo sincrono è alloggiato in una struttura tubolare dedicata, l’alimentazione arriva da un pacco batterie agli ioni di litio, da 32,6 kWh.

BATTERIE E AUTONOMIA

Non è un'elettrica nativa nuova MINI. Adatta le componenti agli ingombri disponibili. Così, abitabilità solita all’interno, al pari del (poco) spazio per i bagagli: 211 litri.

Dove stanno le batterie? Sotto al pavimento, alloggiate tra sedili anteriori e al di sotto dei posteriori. Una T rovesciata, con 12 moduli e celle ricaricabili da postazioni veloci a 50 kW con il cavo opzionale. In 35 minuti si ha l’80% della carica totale, mentre l’operazione svolta a casa, dalla presa a 230v, richiede decisamente molte più ore. In due ore e mezza, con il Wallbox opzionale da 11 kWh, MINI elettrica arriva a uno stato di carica dell’80%.

L’autonomia dichiarata, misurata nel ciclo NEDC correlato, oscilla tra i 235 e i 270 km, forchetta nella quale entra in gioco lo stile di guida e la modalità del selettore adoperata (Sport, Mid, Green e Green+), con una Green+ specifica per la versione elettrica: climatizzatore, riscaldamento supplementare, sedili riscaldati, vengono disattivati o, comunque, ridotti nell’assorbimento d’energia.

MOTORE E PRESTAZIONI

Cavalli e coppia sono quasi da Cooper S benzina, visti i 184 cavalli e 270 Nm disponibili. E il brio in accelerazione conferma una vivacità assoluta, con 7”3 il crono dichiarato sullo 0-100 km/h. La velocità massima, invece, è autolimitata a 150 km/h.

La trasformazione alla quale si è sottoposta MINI porta con sé un aggravio di peso di 145 kg, conseguenza del pacco batterie, nonostante il peso risparmiato dal motore elettrico rispetto alla componente termica.

MINI ELETTRICA NON STRAVOLGE IL LOOK

È la MINI di sempre nello stile, con alcuni dettagli sufficienti a distinguerla in modo netto. La calandra quasi interamente chiusa, gli accenti gialli e il logo E applicato sul frontale e sulle fiancate, i cerchi bordati gialli, da 16 pollici di serie, 17 pollici optional.

Differenze sostanziali, invece, all’interno. A partire dalla strumentazione digitale da 5,5 pollici, quasi uno smartphone tanto è compatta e minimal. Sulla plancia, accanto al tasto d’accensione, fa la sua comparsa il selettore dell’intensità della frenata rigenerativa.

ONE PEDAL E FRENATA RIGENERATIVA

Di default, all’avvio, è sempre regolato sulla massima intensità di recupero energetico, il che si riflette nella possibilità di guida con un singolo pedale. Altro accorgimento tecnico introdotto, preso in prestito da BMW i3 al pari del motogeneratore, il sistema di limitazione dello slittamento alle ruote, sotto la notevole coppia erogata dal motore elettrico. Il regolatore installato direttamente sulla centralina motore, anziché sul controllo della dinamica di marcia, rende la gestione della coppia erogata molto più pronta.

MINI elettrica ha, di serie, fari full led, climatizzatore bi-zona, freno a mano elettronico, riscaldamento a pompa di calore – del 75% più efficiente e dotato di sistema di recupero del calore generato dal sistema elettrico – e navigatore connesso MINI Connected Nav.

Le possibilità di controllo dell’auto da remoto, via app, consentono la gestione della fase di ricarica e la consultazione delle info del veicolo, oltre alla sua apertura/chiusura e la climatizzazione a motore spento, per ritrovarsi l’abitacolo alla temperatura desiderata prima di partire.