Torna la trazione posteriore su una vettura di grade serie del Biscione. Un must a cui la nuova Giuliacione coniuga un particolare sistema di sospensioni. Non si tratta di una rivoluzione nel campo della dinamica del veicolo, quanto di un passo radicale verso la sportività assoluta. Tutto ciò indipendentemente dalla motorizzazione che equipaggia l’Alfa Romeo Giulia. Infatti la vettura del Gruppo FCA è stata sviluppata a partire dalla versione più potente, la Quadrifoglio da 510 cavalli. Una scelta tecnica che ha contribuito notevolmente all’handling di tutte le altre varianti. L’asse anteriore si rifà al modello a quadrilatero alto, schema già impiegato su 156, 159 e 147.

L’architettura in questione è stata innovata modificando il braccio inferiore diviso in due aste. Di nuova concezione il sistema multilink in dote all’asse posteriore a quattro bracci e mezzo. Il “mezzo” perché uno dei bracci assolve a due funzioni. Quello inferiore si occupa sia della convergenza in appoggio sia della flessibilità longitudinale. La sospensione al retrotreno è stata quella da cui sono partiti in fase di sviluppo vettura. Il multilink della Giulia Quadrifoglio adotta degli elementi in alluminio, mentre le Giulia “normali” in acciaio.