È la riedizione della più famosa berlinetta sportiva francese, la Alpine Renault A110 degli Anni ‘60 e ‘70 che ha mietuto successi a ripetizione nel mondiale rally e con cui vinse diverse gare anche l’attuale presidente Fia Jean Todt. Il nome Alpine è ispirato alle Alpi francesi e fu scelto dal fondatore del marchio, nel 1955, in omaggio al piacere di guidare una coupé così agile sulle strade di montagna.

Auto dell'Anno: la storia del premio

Della leggendaria coupé di mezzo secolo fa l’Alpine moderna conserva lo schema tecnico - motore e trazione posteriore, peso ridotto - che ne esaltavano già all’epoca il comportamento dinamico. Ma la nuova A110 è reinterpretata con tecnologia moderna. Quindi c’è un telaio/monoscocca in alluminio al posto del vecchio telaio monotrave, poi un propulsore 4 cilindri 1.8 turbo da 252 cavalli di derivazione Nissan invece dell’originale 1.6 aspirato a carburatori che è collocato centralmente e non a sbalzo come un tempo, e un cambio 7 marce a doppia frizione. Per il resto, l’Alpine del XXI secolo fa rivivere tutto il fascino della coupé di una volta.

Auto dell'Anno: l'albo d'oro

Sia nel design che nell’atmosfera a bordo. Addirittura i designer    originale, anche i materiali e la trama dei rivestimenti in pelle, sempre però interpretati in chiave contemporanea. La vecchia Alpine però aveva una sorta di divanetto posteriore mentre quella moderna è una due posti secchi. Anche piuttosto angusta perché non c’è spazio nell’abitacolo per qualunque oggetto il conducente o il passeggero portino con sé. Però grazie al motore centrale ci sono ben due (piccoli) vani bagagli, uno sotto il cofano anteriore e uno dietro.