Come è maturata la vittoria in extremis della Jaguar I-Pace nel premio Car of The Year (Auto dell’Anno) 2019? E perché una automobile elettrica, che per quanto lussuosa e ben costruita appartiene comunque sempre a una nicchia, è stata eletta vincitrice di un trofeo che dovrebbe premiare l’auto migliore per l’automobilista medio?

Il principale motivo per cui Jaguar I-Pace ha vinto è perché è stata considerata la migliore risposta dell’industria automobilistica tradizionale europea alla Tesla e al mondo informatico americano, che sull’auto elettrica ha sempre giocato la parte del leone. Jaguar ha dimostrato che costruire le automobili in linea con la tecnologia del futuro non è prerogativa soltanto delle società di software. E ha fatto vedere che anche un costruttore tradizionale, se affronta la sfida nel modo giusto, è in grado di realizzare un’auto elettrica efficiente, potente, di grande autonomia. E soprattutto all’avanguardia tecnologicamente. Certo, uno può dire che vivere con un’auto elettrica in Europa e soprattutto in Italia è ancora complicato perché le colonnine di ricarica non sono così diffuse, i tempi per rigenerare la batteria sono lunghi e non certi analoghi ai pochi minuti che si impiegano per rifornire di benzina o gasolio un’auto tradizionale. Ma in questo caso particolare è stata premiata soprattutto l’automobile e la superiore tecnologia che possiede sotto il cofano, non l’infrastruttura che è diversa da paese a paese. Poco efficiente in Italia e Spagna, ma molto meglio articolata in altre nazioni estere come Gran Bretagna, Germania, Francia, Norvegia e Danimarca.

Jaguar ha ottenuto la massima preferenza soltanto in 5 dei 23 paesi europei mentre la sua rivale per il premio, l’Alpine A110, è stata per esempio votata come la migliore in ben otto paesi. Altri quattro nazioni hanno messo al primo posto la Citroen C5 Aircross, tre paesi la Kia Ceed mentre Peugeot, Ford e Mercedes sono state le più votate di tutte in una sola nazione.

Allora perché ha vinto la Jaguar se più nazioni si sono pronunciate a favore della Alpine? Il risultato si spiega meglio se analizziamo il particolare meccanismo del premio. Ciascuno dei 60 giornalisti/giurati di 23 paesi ha a disposizione 25 voti complessivamente da spargere fra tutte le auto in lizza, ma non può assegnarne più di dieci alla sua vettura preferita. Questo significa che le “grandi” nazioni che hanno 6 giurati (Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna) possono dare al massimo 60 voti a un’auto se tutti la mettono al primo posto con il massimo dei voti. Cosa praticamente impossibile. Però Jaguar c’è andata vicino perché ha raccolto molti voti tra le grandi nazioni, quelle con sei giurati ciascuna, facendo incetta di preferenze in Gran Bretagna (50 voti) e Italia (39 voti) raccogliendone comunque parecchi in Germania (25 voti) dove ha vinto l’Alpine ma di pochissimo (29 preferenze), oppure in Francia (16 voti contro 28 all’Alpine) e in Svezia (17 voti).

Alla fine del conteggio Alpine e Jaguar sono finite alla pari: 250 preferenze a testa. E per assegnare la vittoria si è dovuto ricorrere a un ballottaggio, come da statuto del premio. Sono state contate le singole preferenze di ogni giornalista. Cioé quanti nel votare hanno messo al primo posto la Jaguar oppure l’Alpine. In questo secondo conteggio si è visto che solo 34 giurati su 60 hanno messo al primo posto una delle due rivali mentre gli altri hanno scelto altri modelli. Ma di quei 34 ben 18 si erano espressi per la I-Pace e soltanto 16 per l’Alpine A 110. E così la Jaguar I-pace è diventata la seconda vettura esclusivamente elettrica ad aggiudicarsi il premio Car of The Year dopo la Nissan Leaf del 2011. A dir la verità andrebbe contata anche la Opel Ampera vincitrice nel 2012, ma essa però aveva anche un motorino termico nel cofano per ricaricare le batterie.

Tanto gradimento per la Alpine A 110 è stato sorprendente: i giurati l’hanno votata in massa perché è una coupé che ha riacceso l’entusiasmo degli appassionati, è divertente da guidare, trasmette emozione e per una volta non era la solita automobile perfetta, ben costruita ma “noiosa” ma un veicolo capace di generare piacere al volante. Anche se pure lei, come la I-Pace, non è proprio un’auto per tutti ma destinata a una nicchia di entusiasti,

E le altre? Sul podio dietro alle due dominatrici c’è la Kia Ceed che ha perso di un’incollatura: soltanto tre voti in meno, 247 preferenze. Ma Kia ha la soddisfazione di aver vinto la sfida interna con la rivale Ford Focus, un modello solido e popolare di segmento C pressoché analogo alla Ceed, ma che ha raccolto qualche voto di meno dai giurati: 235 preferenze.   Kia ha fatto un balzo in avanti nel finale grazie soprattutto ai voti dei giurati spagnoli, che le hanno assegnato ben 41 punti: il terzo riconoscimento più alto della votazione dopo i 50 punti alla Jaguar e i 46 alla Alpine dati dagli inglesi.