BMW/MINI

PRO

FCA è appena entrata nel consorzio BMW-Intel per sviluppare la guida autonoma e potrebbe sfruttare la grande tecnologia BMW nei motori elettrici e a idrogeno, oltre alle sue piattaforme. Possibili sinergie fra Mini e le compatte italiane.

CONTRO

I Quandt, che controllano BMW, non hanno interesse a fare entrare un socio “pesante” come Exor. BMW è più piccola di FCA: un tale investimento sarebbe rischioso. BMW e Alfa sono concorrenti dirette. Sinergie nei segmenti inferiori limitate. BMW ha già accordi con PSA e Toyota.

FORD

PRO

La Ford potrebbe valorizzare i marchi sportivi FCA. Sarebbero possibili grandi sinergie fra le varie gamme e una forte presenza in tutti i continenti. C’è già stato un accordo per produrre 500 e Ka in Polonia.

CONTRO

La Ford è controllata dalla famiglia con poche azioni ma con circa il 40% dei diritti di voto: l’arrivo di un nuovo socio forte romperebbe gli attuali equilibri. Varie sovrapposizioni specie nelle gamme europee con Fiat. Capacità d’investimento elevate ma non sufficienti.

GENERAL MOTORS

PRO

La tecnologia GM è molto avanzata e potrebbe essere sfruttata da FCA assieme alle piattaforme e alle capacità di investimento del Gruppo. Alfa Romeo e Maserati potrebbero avvalersi delle reti commerciali GM.

CONTRO

Il divorzio da Fiat è costato troppo a GM per potere essere dimenticato dai suoi azionisti. Negli USA e su altri mercati sarebbero molti i marchi e i modelli sovrapponibili, concorrenti fra loro. Le sinergie sul mercato europeo si sono perse con la vendita della Opel.

HONDA

PRO

Dopo i recenti accordi con Hitachi  per produrre motori elettrici e con GM per quelli a idrogeno, Honda potrebbe essere un utile alleato: ha una buona gamma, non in concorrenza con FCA. Possibili sinergie commerciali sui mercati asiatici e sudamericani.

CONTRO

Sono difficili accordi azionari con un Gruppo guidato da manager giapponesi, controllato dagli eredi del fondatore. Le auto sono solo una parte delle attività e le dimensioni non sono tali (Honda vende poco più di FCA) da permettere il rilancio di Fiat-Chrysler.

HYUNDAI/KIA

PRO

I marchi premium di FCA sarebbero la “ciliegina sulla torta” per l’eccellente generalista coreano. Grandi sinergie e moderne tecnologie andrebbero a vantaggio di FCA. La forte presenza in Sudamerica e USA di FCA favorirebbe il gruppo Hyundai.

CONTRO

Kia ha stretto in passato accordi con altri costruttori, anche con Fiat, mentre la capogruppo Hyundai ha sempre evitato alleanze o acquisizioni estere. Ogni trattativa sembra quindi senza futuro, anche perché la mentalità coreana è ben diversa da quella torinese.

JAGUAR/LAND ROVER/TATA

PRO

Ratan Tata, patron del gruppo anglo-indiano, è stato nel CDA di Fiat, è ricco e amico degli Agnelli. L’India e l’Asia sono mercati in pieno sviluppo. Nei SUV e nei segmenti premium sono possibili grandi sinergie.

CONTRO

La Tata, grande costruttore indiano, ha avviato trattative per un’alleanza industriale con VW. Non sempre i passati accordi con Fiat sono risulati positivi. Jaguar e Land Rover sono concorrenti dirette di Maserati, Alfa Romeo e Jeep. Nessuno dei due gruppi è al top nelle nuove tecnologie e nei motori puliti.

MAZDA

PRO

Ha rapporti stretti con Fiat: la 124 Spider è prodotta da Mazda. Dopo l’uscita della Ford l’azionariato è diffuso. Ha una gamma valida con cui sono possibili sinergie. Non è una concorrente diretta. Ha appena stretto accordi con Toyota per sviluppare i motori elettrici.

CONTRO

Sarebbe un ottimo alleato, ma è troppo piccola rispetto a FCA. Il recente scambio azionario con Toyota ha avvicinato le due Case giapponesi. Solo ora Mazda sta puntando sulle motorizzazioni pulite.

DAIMLER/MERCEDES/SMART/AMG

PRO

Ha puntato molto sui motori elettrici (è fra l’altro socia di Tesla) e a idrogeno e sulle tecnologie più avanzate. Ha una gamma vasta e non ha marchi secondari, Smart esclusa. Potrebbe sfruttare gli stabilimenti americani e assicurare investimenti e sinergie a FCA, grazie anche agli accordi con Renault. Ha un azionariato diffuso.

CONTRO

Gli errori di Mercedes dopo l’acquisizione di Chrysler hanno lasciato il segno a Detroit, ma anche a Stoccarda. Forse è questa l’unica motivazione capace di bloccare sul nascere un’alleanza che si annuncia quanto mai valida.

PSA/PEUGEOT/CITROEN/OPEL

PRO

Da anni prosegue la collaborazione fra Fiat e FCA, ma i rapporti si sono raffreddati. Le tecnologie francesi, più ora quelle Opel, sono fra le più avanzate in vari settori. PSA ha un valido amministratore, ha superato i problemi del passato e ha i bilanci in ordine.

CONTRO

PSA ha accordi produttivi con BMW e Toyota, mentre ha allentato i legami con Fiat. Ha tre soci con il 13,7% ciascuno (famiglia Peugeot, Stato francese e la cinese Donfeng Motor) e deve sviluppare l’acquisizione di Opel: quindi non ci sono spazi e prospettive per FCA.

RENAULT/NISSAN/INFINITI

PRO

Il Gruppo è all’avanguardia nel campo dei motori elettrici e ha solidi accordi con Daimler. Potrebbe offrire a FCA grandi sinergie in tutti i segmenti. Beneficerebbe dei marchi premium italiani e potrebbe sfruttare la forte presenza di FCA negli USA e in Sudamerica.

CONTRO

Con l’ingresso in Mitsubishi il Gruppo è diventato sempre più grande e deve affrontare i suoi problemi di sviluppo, non anche quelli di FCA. Il controllo è in mano allo Stato francese, che non vuole cambiare le cose: gli Agnelli sarebbero così tagliati fuori. Molta concorrenza diretta fra Fiat e Renault.

TOYOTA/LEXUS

PRO

È fra i pochi che potrebbe “digerire” senza problemi FCA: è grande, ricca, fa utili, e ha tecnologie all’avanguardia. Le maggiori sovrapposizioni ci sarebbero fra Lexus e i marchi premium FCA, che però potrebbero ottenere notevoli sinergie da Toyota.

CONTRO

Controllata dalla famiglia Toyoda, è troppo grande per potere lasciare spazio agli Agnelli. La mentalità giapponese poi non si adatta a chi non ha voglia di farsi “mangiare”. Toyota ha già accordi di collaborazione con BMW e PSA. Peccato, potrebbe essere un valido alleato.

VW/AUDI/SEAT/SKODA

PRO

Moderne tecnologie, motori elettrici e piattaforme disponibili in ogni segmento certo non mancano al gruppo VW. Gli stabilimenti americani sarebbero l’ottima dote portata da FCA. Si potrebbero ottenere molteplici sinergie.

CONTRO

VW acquisterebbe anche domani un marchio premium italiano, ma tutti sono troppi anche per il Gruppo tedesco. Coordinare tutti i marchi sarebbe quasi impossibile, con inevitabili sovrapposizioni nelle gamme. Il controllo è già in mani forti (famiglia Porsche/Piech e Stato della Bassa Sassonia) per lasciare spazio a Exor.

COSTRUTTORI CINESI

PRO

Sono molti i costruttori emergenti in Asia, specie in Cina (vedi DongFeng, Geely, Great Wall): hanno grandi potenzialità produttive e cominciano ad avere buoni livelli tecnologici. Le sinergie potrebbero esserci e non mancano le disponibilità economiche, ma la collaborazione con FCA non potrà andare oltre accordi finanziari o produttivi.

CONTRO

Vari gruppi cinesi potrebbero comprare FCA. Ma gli Agnelli, oltre a non volere, non possono vendere: l’industria automobilistica è strategica per l’Italia e rappresenta circa il 10% del PIL, quindi non può finire in mano a chi in futuro potrebbe chiudere fabbriche in Italia o negli USA per produrre in Asia.