La promessa fatta nei giorni immediatamente successivi al suo insediamento alle case automobilistiche inizia a prendere forma. Benefici fiscali e deregolamentazione per chi produce i veicoli venduti negli USA sul territorio statunitense. Queste le basi, alle quali aggiungere la nomina a capo dell'EPA (l'ente di protezione ambientale) di Scott Pruitt, non esattamente un ambientalista convinto. «Lavoreremo agli standard CAFE (Corporate Average Fuel Economy, Ndr) perché possiate di nuovo produrre le auto in America. Non c'è nulla di più bello di un'auto costruita in America», l'annuncio di Trump a Detroit.

Gli standard CAFE individuano gli obiettivi di consumo medio che i costruttori devono raggiungere. Sotto la presidenza Obama, l'EPA e 13 case automobilistiche arrivarono a un accordo che fissava nel 2025 il consumo medio - tra i pick-up e i veicoli leggeri - in 54.5 miglia per gallone, all'incirca 4.3 litri/100 km. Obiettivo che la stessa EPA, in un documento di analisi intermedia, elaborato nel 2016, ammette essere irrealistico, per la composizione stessa del mercato, con i pick-up su una quota superiore alle previsioni (ovvero, il 67% di veicoli leggeri, 33% truck, nella determinazione della media di 54.5 miglia per gallone), pur rilevando la rapidità con cui i costruttori integrano nuove tecnologie e il costo ridotto della stessa per abbassare i consumi. Da qui, la previsione di un target di consumo rivisto, tra le 50 (4.7 litri/100 km) e 52 miglia per gallone (4.5 litri/100 km).

L'agenzia per la protezione ambientale, con i nuovi vertici nominati dall'amministrazione Trump, aprirà un processo di revisione dei limiti concordati nel 2012, «è una decisione che rappresenta una vittoria per l'economia americana», il commento di Elaine Chao, segretario del Dipartimento dei trasporti. «Il Dipartimento riaprirà il processo di valutazione sul medio termine e lavorerà con l'EPA per completare la revisione in modo trasparente e seguendo i dati».

Dall'EPA si registra il commento di Scott Pruitt: «Questi standard sono costosi per i costruttori e per gli americani. Lavoreremo con i nostri partner al Dipartimento dei trasporti per determinare se l'approccio è realistico. Questa intensa revisione aiuterà a garantire che il programma nazionale è buono per i consumatori e per l'ambiente».

Sul tema, Sergio Marchionne, presente a Detroit insieme ad altri executive dell'industria automobilistica, ha spiegato come «tutti fossero d'accordo affinché nel 2017 e 2018 si effettuasse una profonda revisione di medio periodo con la piena partecipazione dell'industria automobilistica.

La questione è la velocità dell'introduzione della tecnologia e l'impatto economico. Credo che alla fine il punto sia se un consumatore può permettersi di pagare tutta la tecnologia necessaria in macchina». Il riferimento è ai costi superiori da sostenere per migliorare i consumi, costi inevitabilmente scaricati sul prezzo finale dell'auto, quantificato dall'EPA e dal CARB in 1.000 dollari a veicolo, inferiore, secondo l'ente californiano ai benefici generati da un parco veicoli meno inquinante.

E proprio dal California Air Resource Board arriva la replica a Trump e Pruitt: «Siamo determinati a proseguire con gli impegni presi. Se per qualche ragione il governo federale e l'industria decideranno di abbandonare quegli accordi che tutti abbiamo raggiunto, dovremo riesaminare le nostre opzioni. Il problema è: se allenteranno gli standard, ci opporremo con veemenza», le parole del presidente Mary Nichols.