La Merkel frena sull’auto elettrica. Il cancelliere ha ammesso che l’obiettivo di 1 milione di auto a batteria in circolazione in Germania in circolazione nel 2020 non è possibile. E, aggiungiamo, nemmeno avvicinabile. Non è una Waterloo, perché il progresso non si fermerà, ma la strada è ancora lunga e tutt’altro che diretta. I numeri parlano molto chiaro.

A fine 2016 nella Repubblica Federale Tedesca in circolazione c’erano soltanto 80.000 auto elettriche. Ben lontane da 1 milione e soprattutto una percentuale minimale rispetto ai quasi 50 milioni di vetture a motore termico. La diffusione non va oltre una nicchia. E, altro smacco, la maggior parte della produzione è per mercati esterni, come Cina o Stati Uniti.

Sono molti i fattori che frenano la corsa. I 7.400 punti di ricarica sono un primato europeo che vale poco per la Germania. Risultano troppo pochi per alimentare una crescita delle vendite, anzi..

Nei prossimi due anni e mezzo arriveranno molti modelli elettrici, questo è certo che aumenterà i numeri. Ma di quanto? Volkswagen, Mercedes e BMW stanno spingendo molto forte. Ma se BMW ha ammesso che per il 2025 si aspetta una quota tra il 15% e il 25% di ibride e elettriche è chiaro che i motori diesel e a benzina avranno vita lunga.

L’evoluzione più rapida dell’efficienza delle batterie potrebbe dare una spinta decisiva. Per aumentare l’autonomia e accorciare i tempi di ricarica, ancora troppo elevati per un uso da prima auto. 

Ma la discriminante decisiva pare essere il prezzo troppo alto, di fatto ben oltre il 50% (in qualche caso anche il 100%)  in più rispetto alle auto con motore tradizionale. I clienti sono frenati, anche perché i costi, la ricarica da casa, l’eventuale sostituzione delle batterie dopo 8-10 anni, ci sono anche dopo l’acquisto. I nodi da sciogliere per una diffusione davvero importante sono ancora tanti.