Un futuro pensato essenziale, modulare e personalizzabile. OSVehicle presenta un progetto di veicolo composto da pochi elementi, tutti rimpiazzabili a piacimento, anzi, incoraggiando lo sviluppo e la condivisione di configurazioni differenti e funzionali alle esigenze di trasporto. EDIT si candida come la prima auto elettrica a guida autonoma modulare, seguendo un'idea fedele al concetto open source (ecco l'OS nel nome), che guarda anzitutto a società di servizi, interessate ad avere una flotta personalizzata e con investimenti contenuti. 

«Con l'ascesa del car-sharing, delle consegne a domicilio di cibo, i veicoli dovrebbero essere incentrati sul brand del servizio e le sue esigenze, non sul marchio automobilistico. Quel che distingue EDIT è il suo "altruismo". Le compagnie possono personalizzare le caratteristiche, l'hardware per la guida autonoma, il codice, la gamma, lo stile, con tempi dimezzati di lancio sul mercato e investimenti più bassi». Così disegnano i punti forti di EDIT in OSVehicle.

Cinque parti principali compongono la EDIT, il cui design e progettazione è stato seguito dallo studio CAMAL di Torino. Quattro i pannelli della carrozzeria, tutti rigorosamente aggiornabili: le doppie porte simmetriche, il blocco del muso/parabrezza, quello posteriore e il tetto. Sarà possibile integrare sistemi di guida autonoma dal livello 1 al livello 5, scenario, quest'ultimo, che prevede una configurazione dell'abitacolo completamente priva dei comandi per la guida (superflui). 

'EDIT' Self-Driving Car by OSVehicle from OSVehicle on Vimeo.