Vorrei, ma ancora non posso. Le auto elettriche sono una nicchia quasi inesistente in Italia. Nei primi 10 mesi del 2017 ne sono state vendute solo 1.645 su 1.705.053 del totale. Ovvero 1 veicolo elettrico ogni 1036 vetture. E infatti solo il 2,3% degli automobilisti oggi guida un veicolo ecologico. Inteso come elettrico o ibrido.

Ma oltre un italiano su tre è (sarebbe) pronto ad acquistarne uno. Ibrido per il 27% ed elettrico per il 9%. La presunta svolta ‘verde’ della mobilità viene fotografata dall’Osservatorio mensile di Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas. Un sondaggio realizzato in collaborazione con Doxa.

Il percorso verso la mobilità sostenibile è rafforzato dagli altri dati che inquadrano le intenzioni di acquisto degli italiani. Oggi il 41% guida un’auto a benzina, ma soltanto l’8% è disposto a comprare una nuova vettura alimentata a carburante senza piombo; anche per il diesel si profila un calo netto: le auto a gasolio passeranno dall’odierno 44% al 24%. Sono destinate a crescere, invece, le vetture a metano (dall’attuale 4% all’8%) e a Gpl (dal 10% al 12%). I numeri registrati da Findomestic, in sostanza, legittimano gli indirizzi strategici dei top brand dell’automotive: sono numerosi, infatti, quelli che hanno in programma di produrre esclusivamente auto ibride o elettriche già dai prossimi anni.

Circa la metà degli italiani (il 45% per la precisione) considera l’auto elettrica il veicolo più ecologico sul mercato, ma a frenarne la diffusione sono i costi elevati (la pensa così il 31%) e le carenze infrastrutturali (per il 48% non ci sono sufficienti centraline di ricarica delle batterie in città). Per facilitare il passaggio alla mobilità sostenibile gli automobilisti chiedono incentivi governativi sull’acquisto delle auto elettriche (36%), agevolazioni economiche sull’assicurazione auto, sui pedaggi autostradali, sui parcheggi a pagamento (36%) e la cancellazione del bollo auto (21%).

Tra le alternative green in tema di mobilità, il car sharing resta un fenomeno di nicchia. Fin qui sperimentato dal 15% degli automobilisti. Il fatto di non disporre di veicoli vicino casa (33%), i costi del servizio ritenuti troppo alti (24%) e l’impossibilità di muoversi da un comune all’altro (17%) sono i principali ostacoli. Tra le novità c’è anche Uber, il servizio di trasporto automobilistico privato che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti tramite un’app: lo ha provato il 9% della popolazione attiva (18-64 anni) con un’incidenza che sale al 17% nella fascia di popolazione tra i 18 e i 34 anni.

Le auto a guida autonoma, protagoniste all’ultimo Salone dell’auto a Francoforte, sono pronte a debuttare sul mercato. La pensa così il 63% degli italiani. La curiosità attorno all’”auto del futuro” è alta. Il 52% si dice pronto a salire su un’auto a guida autonoma. Il 37% la guiderebbe solo in situazioni particolari. Il 14% invece la guiderebbe sempre perché pensa che sia un veicolo più sicuro. Il 48% di chi invece non la guiderebbe mai (soprattutto over 45) si suddivide tra coloro che non vogliono perdere il controllo della propria auto (32%). E tra coloro che non vogliono rinunciare al piacere della guida (16%).

In un contesto in trasformazione, gli italiani dimostrano comunque di non voler rinunciare alla macchina. Il 69% utilizza l’auto privata per i propri spostamenti. Tre automobilisti su quattro (il 75%), tuttavia, sarebbero disposti a lasciarla in garage se ci fossero mezzi pubblici frequenti ed efficienti (52%). O se muoversi in bicicletta non fosse pericoloso (15%). Oppure e se la mobilità condivisa si dimostrasse più comoda e funzionale (8%).