Il futuro non aspetta e BMW non vuole perdere il treno. Anzi, la bicicletta. La mobilità individuale rimarrà, anche commercialmente, una chiave dei prossimi decenni. La Casa bavarese sta sondando ogni possibilità di prodotto. Valutando le esigenze a livello globale: la visione europacentrica, se mai BMW l'ha avuta, è una questione del passato remoto. 

In questo contesto rientra il progetto BMW Vision E3 Way, che non a caso è stato messo a punto dal centro ricerca BMW di Shanghai in collaborazione con l'università Tongji. La "E" tripla è una chiara dichiarazione di intenti. Elevated, Electric, Efficient. Si tratta di "galleggiare" sopra il traffico di una megalopoli da 25 milioni di abitanti. Cercano una soluzione il più "verde" possibile. 

La Cina era il paese delle biciclette, ma sta diventando anche quello delle bici e degli scooter elettrici: 250 milioni sono un numero che rende bene il concetto.

Il prodotto c'è già, il nocciolo di BMW Vision E3 Way è la strada sopraelevata per mezzi elettrici leggeri. Riservata: una sorta di pista ciclabile trasparente e chiusa, protetta dai mezzi più pesanti. Non solo: anche dal maltempo e dalla temperatura. Quindi climatizzata d'estate. A chi viaggia tra i 5 e i 25 km/h viene garantita la massima sicurezza e il massimo comfort. Ridotto al minimo il rischio di incidenti. Zero incroci e semafori, solo un grande flusso. E data l'agilità dei mezzi è possibile una grande elasticità nel traffico: si può invertire, per emergenze, il senso di marcia. Perchè tutto si svolge a velocità lenta, ma costante. Questo potrebbe essere il grande vantaggio.

"Efficiente conveniente e sicura. Bisogna solo creare spazio per questo traffico a due ruote a zero emissioni". Sintetizza efficacemente, Markus Seidel, capo dell'ufficio hi-tech di BMW in Cina. Verrebbe da chiedere il costo di queste gallerie sopraelevate, ma il concetto rimane ugualmente chiaro. E, seppur visionario, dotato di una logica.