I primi ad aver creduto, investito e beneficiato dalla visione ibrida. Per Toyota è tempo di programmare i 20 anni che verranno, due decenni dopo il lancio della prima generazione di Prius. Undici milioni di veicoli elettrificati su strada dal 1997, tra ibride e ibride plug-in, oltre alla quota di elettriche a fuel cell che ha iniziato ad affacciarsi dal 2014 con Mirai. L'obiettivo da raggiungere, entro il 2030, sarà di un volume di vendite annuo pari a 5,5 milioni di Toyota elettrificate (praticamente oltre metà del volume globale annuo di auto vendute oggi dal marchio), di cui 1 milione saranno essere elettriche a batteria o fuel cell.

Dovrà premere sull'acceleratore, il marchio nipponico. Abbracciata la sfida dell'ibrido per primo, sul fronte dell'elettrico a batteria è chiamato a recuperare terreno sulla concorrenza. Un avanzamento che vedrà nella tappa fissata nei primi anni del prossimo decennio la frontiera potenzialmente in grado di riscrivere completamente il volto della tecnologia legata ai pacchi batterie per come li conosciamo oggi. Conferma l'obiettivo di commercializzare dopo il 2020 il primo modello con batteria allo stato solido, superando i limiti di densità energetica, peso, ingombri e rapidità di ricarica delle attuali batterie agli ioni di litio.

Spingere sul fronte delle auto elettriche a batteria vuol dire creare anche le partnership strumentali, come quella con Panasonic. La sperimentazione e la ricerca guarda alla fattibilità di un innovativo packaging delle celle che compongono il pacco batterie. Non più celle cilindriche (le classiche pile che conosciamo), bensì l'applicazione delle batterie prismatiche in ambito automobilistico (celle prismatiche sono quelle adoperate nelle batterie degli smartphone e tablet), per un prodotto che sia di riferimento e possa anche essere venduto ad altri costruttori .

L'elettrico puro è uno dei volti per inseguire l'abbattimento dei livelli di emissioni inquinanti, centrare il target Toyota di riduzione del 90% dei valori di Co2 emessa dalla propria gamma di modelli rispetto ai valori registrati nel 2010. Lo farà con una gamma di prodotti di cui oltre 10 modelli elettrici sul mercato dal 2020 in poi, commercializzati anzitutto in Cina, per estendersi poi agli altri mercati: Giappone, India, Stati Uniti ed Europa.

Accanto all'elettrico a batteria andrà avanti la ricerca sull'elettrico a fuel cell, frontiera sulla quale notevoli passi ancora devono compiersi in particolare nella realizzazione di una rete di rifornimento di idrogeno capillare. Dal 2020 le proposte di modelli a idrogeno si amplieranno sia sul fronte dei veicoli per il trasporto passeggeri che dei veicoli commerciali.

E l'ibrido? Il cavallo di battaglia Toyota (e Lexus) continuerà a ricevere importanti sviluppi. Dal 2025 non ci sarà nessun modello dei due marchi privo di una variante elettrificata. Potrà voler dire un ibrido classico, un ibrido plug-in, fino a soluzioni mild hybrid di assistenza al motore termico con sistemi leggeri e compatti, quando non un'elettrica a batteria.

Il sistema Toyota Hybrid di seconda generazione, adottato sull'attuale Prius, riceverà accorgimenti per sviluppare maggior potenza su alcuni modelli (in foto, il concept C-HR HyPower), altri vedranno l'adozione di uno schema semplificato.

Non solo prospettive sul prodotto di serie e le tecnologie da sviluppare, nel piano Toyota verso l'elettrificazione diffusa. Il marchio ha annunciato l'impegno per la creazione di un ecosistema che vada oltre l'auto e comprenda soluzioni ai temi del riutilizzo e dello smaltimento dei pacchi batterie, oltre a confermare il supporto all'investimento nella diffusione delle colonnine di ricarica e sulle stazioni di rifornimento di idrogeno.