Talvolta si ha la sensazione che il termine “sostenibilità” trattenga al suo interno una qualche componente di rinuncia. Come se, in nome di un qualcosa di importante, di etico, sia sottinteso un sacrificio. Un piccolo compromesso, magari sulla qualità, sulle performance, sul risultato finale. In Audi, però, dove il concetto di “premium” più che un’aspirazione è la base sulla quale poggia l’intera filosofia aziendale, la pensano diversamente: si può scegliere la sostenibilità e allo stesso tempo puntare al massimo senza rinunce.

In occasione della terza edizione di “Care’s - The ethical Chef Days”, evento voluto dallo chef tristellato Norbert Niederkofler per promuovere una cultura enogastronomica fondata sull’utilizzo etico e responsabile delle materie prime, abbiamo raggiunto l’Alta Badia a bordo delle Audi A3 SportBack, A4 Avant e A5 SportBack in versione g-tron, quindi modelli caratterizzati dalla tecnologia bifuel benzina/metano. Un connubio perfetto, quello tra la cucina di Norbert e la famiglia g-tron di Audi, entrambe alla ricerca del massimo punto di equilibrio tra impiego sostenibile delle risorse e qualità.

La Casa dei quattro anelli è attualmente tra i players sul mercato maggiormente impegnati sul fronte del bifuel basato sulla tecnologia ad iniezione diretta della benzina e a gas naturale compresso, con una gamma “a metano” ampia, che con la A5 si allarga fino al segmento delle berline di lusso. Mezzi capaci di garantire quei tratti caratteristici di sportività, tecnologia ed efficienza, cari all’utenza Audi, cui affiancano un minore impatto ambientale - il metano è totalmente pulito - senza restrizioni di sorta, come ad esempio in occasione dei classici blocchi del traffico. Da non sottovalutare, poi, i benefici per il portafogli: i modelli della gamma g-tron possono vantare un costo chilometrico inferiore fino al 65% rispetto ai modelli a benzina e al 45% rispetto a quelli diesel.

Le strade che si arrampicano sulle splendide montagne dell’Alta Badia hanno rappresentato lo scenario ideale per ritrovare tutte le qualità già note di Audi A3 SportBack, A4 Avant e A5 SportBack. Inoltre, complice la forte suggestione di attraversare una natura maestosa e affascinante, l’idea di trovarsi a bordo di un mezzo “green”, in perfetta sintonia col contesto, non è dispiaciuta affatto. L’autonomia, viaggiando a gas, supera i 400 km per la A3 SportBack e i 500 per A4 Avant e A5 SportBack (ovviamente, l’autonomia totale beneficia anche dei chilometri percorribili a benzina, per un range d’azione paragonabile o superiore a quello dei modelli a combustibile "classico"); una percorrenza più che adeguata, che consente di pianificare con facilità i rifornimenti, nonostante una rete di distribuzione del metano, in espansione, ma ancora non capillare come quella tradizionale (o a Gpl). Sul fronte delle prestazioni, al di là del puro dato strumentale, nel mondo reale è davvero difficile (peso maggiore a parte) percepire differenze sostanziali, in fatto di resa dinamica, rispetto ad un modello benzina o diesel; sulle g-tron, inoltre, lo stesso passaggio dalla propulsione a metano a quella a benzina avviene senza che il pilota se ne riesca ad accorgere.

Ricordiamo un po’ di dati. Audi A3 SportBack g-tron, nella versione con cambio automatico S tronic a 7 rapporti, impiega 10,8 secondi per scattare da 0 a 100, può raggiungere una velocità massima di 197 km/h, mentre il consumo di metano è pari a 3,3 kg per 100 km, con emissioni di 91 grammi di CO2 per chilometro. Passando ad A5 SportBack e A4 Avant, sempre con cambio S tronic a bordo, la prima completa i 0-100 km/h in 8,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 226 km/h; la seconda impiega 8,4 secondi nello 0-100 a fronte di una velocità massima di 221 km/h. In merito ai consumi, sono pressoché similari: A4 avant g-tron e A5 Sportback g-tron necessitano di 3,8 kg di gas ogni 100 km, con emissioni di CO2 pari a 102 g/km.

L’arrivo in alta montagna è coinciso con un rapido passaggio del testimone, dal concetto di “sostenibilità” secondo Audi, all’interpretazione dello stesso secondo Norbert Niederkofler e gli altri chef che hanno preso parte a “Care’s - The ethical Chef Days”. Insomma, dal volante alla forchetta il passo è stato breve, una full-immersion culinaria, all’insegna della cultura del territorio e dell’alta cucina, durante la quale ci è voluto un istante per sentire le papille gustative, “se stesso e il mondo, diventare una sfera di liquida iridescenza, di musica”. Perdonate la citazione colta, ma quando si entra nel campo dell’inesprimibile, cercare rifugio nei grandi è un fatto umano.