La Cina punta tutto sull'elettrico, a breve e medio termine e anche nel presente. La Repubblica Popolare  non solo è il primo mercato di auto a batteria, ma è anche, di gran lunga, il leader per la presenza di punti di ricarica. Nel 2017 le colonnine di energia green, a batteria e anche a fuel cell, sono aumentate del 51%. Un numero importante, considerando che il valore assoluto è molto elevato: 214.000 stazioni di ricarica operative.

Un dato impressionante e ufficiale, comunicato da Miao Wei, ministro dell’Industria e dell’Information Technology alla Xinhua, l’agenzia stampa subordinata al controllo del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese.

La progressione continuerà. Il prossimo step è stato fissato nel 2020, con 500.000 stazioni di ricarica. Il passo finale è fissato a quota 800.000. Un numero enorme: va precisato che nel 2017 in Cina sono state consegnate 777.000 auto dotate di batteria. Il nodo, in prospettiva è come tanta energia possa essere prodotta e da quali fonti.

In Italia siamo lontani: a inizio 2017 erano circa 1.700, ora sono 4.000, per circa duemila postazioni. Enel ha appena lanciato un piano nazionale: circa 7.000 entro il 2020 per arrivare a 14.000 mila nel 2022.
Altro esempio, Tesla in Italia ha raggiunto i 200 Supercharger. Ovvero le super colonnine che in circa 30 minuti permettono di rifornire al 50% le batterie delle elettriche di Elon Musk. Queste però sono distribuite in 27 stazioni di servizio, principalmente sulle autostrade. Ci sono poi le prese sistemate nelle 500 strutture aderenti al programma Destination Charging.