Tesla mette un tappo al vaso di Pandora dei rumors sulla produzione della Model 3. La Casa californiana ha ribadito che il goal dei 2.500 esemplari assemblati a settimana è confermato entro marzo 2018.

Due mesi di tempo, per un numero che al momento è ancora lontano: alla fine del 2017 non si arrivara a 800 a settimana. Ed è bene ricordare che l'obiettivo per l'estate prossima è di 5.000 esemplari a settimana. Un raddoppio ogni tre mesi. E comunque sempre (molto) meno dei proclami iniziali. Durante la presentazione, la scorsa estate, Elon Musk dichiarò il target di 20.000 Model 3 al mese da dicembre 2017.

Il nodo delle batterie. Il cuore del problema rimane letterale. La produzione degli accumulatori è il grande problema di Tesla. Il collo di bottiglia dove pare fermarsi tutto l'ingranaggio. Le batterie, l'autonomia superiore rispetto a molte attuali potenziali concorrenti, sono uno dei plus del Marchio. Ma pare che sia stato necessario ricorrere anche a manodopera esterna e in ogni modo gli interventi manuali necessari sarebbero molto superiori di numero a quanto preventivato.

La corsa contro il tempo. Il nodo rimane arrivare prima sul mercato, in massa, rispetto agli altri costruttori. Rallentare per Tesla potrebbe essere fatale. Senza il vantaggio iniziale, di offerta e quindi di prestigio, e con le altre Case che stanno preparando la grande offensiva elettrica, il Marchio di Elon Musk potrebbe diventare come tutti gli altri.

Tesla ha ribadito ufficialmente che tutto si sta svolgendo in sintonia con i tempi prefissati. Elon Musk di recente ha annunciato che rimarrà senza compenso se la Casa non raggiungerà di qui a 10 anni gli obiettivi prefissati. Musk al momento tace sull'argomento: il portavoce della Casa californiana ha negato che ci siano nuovi ritardi.