È il manifesto ideale. La bandiera da sventolare per dire come l’elettrico non è solo una scelta di mobilità sostenibile. È capace anche di ottenere prestazioni velocistiche di primissimo piano. La Pikes Peak 2018 scrive una pagina storica, lo fa Volkswagen I.D. R, prototipo messo in piedi dal reparto motorsport di Wolfsburg in poco più di 8 mesi. Battere la miglior prestazione mai ottenuta da un veicolo elettrico sui 20 chilometri della cronoscalata in Colorado era l’obiettivo minimo. L’ambizione vera: far meglio del crono ottenuto da Sebastien Loeb e Peugeot Sport con il prototipo 208 T16 Pikes Peak.

Quasi 1 secondo al chilometro più veloce, la I.D. R da competizione, sigla che rimanda alla famiglia di elettriche di serie Volkswagen prossime al debutto. Pur con 200 cavalli e circa 200 kg di differenza, a svantaggio della I.D. R Pikes Peak rispetto a 208 T16, l’elettrico ha la meglio. Romain Dumas, fresco di partecipazione alla 24 Ore di Le Mans con Porsche in Classe GTE, ha centrato il tempo di 7’57”148 che vale il record, 16 secondi più veloce di Loeb, 1 minuto esatto più rapido del precedente primato tra i veicoli elettrici.

Le sfide di una corsa in alta quota, con l’arrivo posto a più di 4.300 metri sul livello del mare, hanno richiesto un’ottimizzazione della gestione termica del pacco batterie, cruciale vista la minore densità dell’aria e capacità di raffreddamento, per assicurare un'operatività sempre sui 30° C, se necessario anche con un raffreddamento supplementare ad aria. In compenso, i motori elettrici non subiscono il calo di potenza sofferto dai propulsori termici, anche sovralimentati. Così, i 680 cavalli di sistema della Volkswagen I.D. R Pikes Peak restano invariati lungo l’intera scalata e le 156 curve. Così come la coppia motrice, di 650 Nm, scaricata sulle quattro ruote.

Prestazione ed efficienza, sotto forma di un recupero dell’energia in frenata pari al 20% del totale impiegato per affrontare i 20 chilometri di corsa. Il pacco batterie per regolamento doveva essere in grado di ricaricarsi completamente in meno di 20 minuti, un’operazione effettuata attraverso dei generatori a glicerolo, ai 2.800 metri slm, quota della paddock di partenza. Lo sviluppo del pacco batterie è iniziato nei centri che lavorano alla ricerca destinata alle elettriche di serie Volkswagen I.D. e ha portato a concretizzare chimica e moduli specifici: batteria agli ioni di litio, scomposta in due parti, poste accanto e dietro al pilota.

Ovviamente diverse sono le esigenze di sviluppo dell'energia, rispetto al prodotto di serie: l’autonomia passa in secondo piano rispetto alla rapidità di scarica e ricarica, nonché la ripetizione della potenza ideale a ogni accelerazione fuori dalle curve. Motori, batterie, per “chiudere” il sistema un ruolo essenziale è nell’elettronica di gestione, che deve gestire le fasi di ricarica e il rilascio della potenza sull’intero percorso. Software ritagliato sulla scorta di numerose simulazioni.

Un altro aspetto fondamentale per realizzare il record è nell’aerodinamica. Il prototipo Volkswagen è lungo ben 5 metri e 20 centimetri, 70 centimetri più della Peugeot 208 T16, tutti a vantaggio dell’efficienza aerodinamica, poiché il fondo più ampio è garanzia di una deportanza superiore e ridotta resistenza all’avanzamento: carico aerodinamico la cui ricerca è condizionata dalla minore densità dell’aria in quota, che spiega la presenza di appendici aerodinamiche enormi, come l’ala posteriore.