È togliere l’anima a un corpo mozzafiato, entrato di diritto tra le auto più belle di sempre. Jaguar E-Type arrivò a impressionare finanche Enzo Ferrari, che al tempo della Series I Fixed Head, coupé alla quale fece seguito la Open Top, due posti roadster, lavorava al paradigma assoluto dell’automobile GT: la 250 GTO. Sul prato del The Quail, nella settimana tutta motori di Monterey, California, Jaguar ha svelato l’ultimo sviluppo del concept E-Type Zero. Si trasformerà in realtà, accessibile a facoltosi clienti che alle linee senza tempo della roadster gradiranno affiancare i cavalli elettrici.

Rinnegare il motore aspirato, sei cilindri in linea, da 285 cavalli e 3,8 litri di cubatura per gli irriducibili è una sorta di anatema. Per molti, un modernizzare la roadster inglese e darle vita. Innegabili i vantaggi di un cuore tutto nuovo, per di più elettrico, che offrirà oltre 275 km di autonomia per singola carica, da quanto annunciato da Jaguar. Addio ai costi di esercizio di un gioiello prezioso come un motore termico con oltre 50 anni d’anzianità sulle spalle, addio, però, anche all’accompagnamento musicale.

Le prime consegne arriveranno nell’estate del 2020 e fino ad allora scopriremo progressivamente la scheda tecnica che rivela appena la presenza del pacco batterie agli ioni di litio, da 40 kWh e tempi di ricarica tra le 6 e le 7 ore. Gli ingombri sono equivalenti allo spazio occupato dal sei cilindri in linea, con il motore elettrico installato al posto del cambio, superfluo sulla conversione elettrica di Jaguar E-Type: un singolo rapporto di riduzione è posto al retrotreno, insieme al differenziale. Delle prestazioni che saprà assicurare sappiamo solo di un’accelerazione più rapida del modello di partenza (7”3 all’attivo la Series I del 1961-1968, con velocità massima di 260 km/h). Jaguar assemblerà ex novo la E-Type elettrica.

Quanti, invece, posseggono già una E-Type potranno consegnarla alle cure dell’impianto di Coventry, dal quale escono altre Continuation fedeli alle specifiche tecniche del tempo (come lo è la Zero, eccezion fatta per il gruppo motore-tramissione) e chiedere la conversione elettrica. Un’operazione reversibile, in caso di improvviso “ravvedimento” sul trapianto, che non impatterà sulla ripartizione delle masse né le sensazioni di guida, assicurano in Jaguar. Sospensioni e freni restano anch’essi fedeli alle specifiche d’origine.

Logico che nella conversione vi siano tanti elementi di elettrico portato al debutto con il suv I-Pace, logico portare nell’attualità alcuni aspetti della sicurezza, come i fari a led. Più controversa, invece, la scelta di modificare gli interni, infarcirli di fibra di carbonio e ricorrere alla strumentazione digitale virtuale, affiancata (a richiesta) dall’infotainment posto al centro del cruscotto.