È stato presentato oggi a Bologna da Renault, leader del car sharing elettrico in Europa, che conta già su 5.000 ZOE previste entro fine anno, e da Tper (Trasporto Passeggeri Emilia Romagna) l’avvio del car sharing 100% elettrico “Corrente”, operativo dal 27 ottobre . Presenti per l’Assessore Regionale alla Mobilità Raffaele Donini, l’Assessore alle Politiche per la Mobilità del Comune di Bologna, Irene Priolo, il Presidente di Tper Giuseppina Gualtieri e il Direttore Generale di Renault Italia, Xavier Martinet. Insomma qualcosa di simile a quanto presentato la scorsa settimana con il programma Enjoiy, basato però su delle Fiat 500 a benzina. Il tutto prenotabile, sia per Fiat sia per Renault, tramite un servizio app.

Alle ZOE del car sharing sarà consentito l’accesso alle zone a traffico limitato (ZTL) del Comune di Bologna (ad eccezione delle aree pedonali) e sulle corsie preferenziali, nonché la gratuità della sosta sulle strisce blu, ma anche bianche (per buona pace dei residenti) e nei posti auto riservati al car sharing. Omnibus, un consorzio pubblico-privato che riunisce Tper, Cosepuri e Saca, ha scelto, per l’avvio del progetto, una flotta di 120 Renault ZOE, che diventeranno 240 entro Pasqua 2019.

Dal portale o dalla app, il cliente potrà visualizzare sulla mappa le auto disponibili più vicine alla propria posizione e la prenotazione potrà essere effettuata anche 15 minuti prima di raggiungere l’auto, mentre il pagamento, per i soli minuti di effettivo utilizzo, avverrà attraverso la propria carta di credito. Fino al 31 dicembre 2018, sarà in vigore una speciale tariffa di lancio di 20 centesimi al minuto, tariffa che dal 2019, sarà applicata anche agli abbonati annuali Tper. I veicoli disponibili si troveranno su aree pubbliche o in parcheggi dedicati messi a disposizione nell’area di operatività del servizio, per un totale di di 45 chilometri quadrati, all’interno della quale il cliente potrà iniziare e terminare la corsa.

La ricarica elettrica dei veicoli sarà a cura del gestore del servizio. Ricordiamo che Renault Zoe è una vettura 100% elettrica, la più venduta in Europa. Grazie alla sua batteria Z.E. 40 da 41 kWh, garantisce un’autonomia pari a 300 km secondo l’omologazione WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure). Tutto bene? In parte, perché, sempre a Bologna, il sindaco Merola (Pd) e la sua giunta hanno varato il programma autunnale. Che prevede sei domeniche a piedi, dal 28 ottobre a fine marzo 2019. Nel senso che circoleranno solo i veicoli elettrici. Bando a tutti gli altri, comprese le vetture ibride, a gpl e a metano. Una decisione opinabile.

Punto uno: i veicoli elettrici, in tutta la città, sono pochissimi, non più di un centinaio in mano ai privati. Punto due: come si fa a bloccare la circolazione di chi ha scelto una vettura certamente poco inquinante, spendendo anche un mucchio di soldi? Tutte domande che andrebbero rivolte al Comune di Bologna. E all’assessore Irene Priola. Che afferma: “In questo modo chi ha una seconda auto la può dismettere, usufruendo del car sharing. E’ un modo efficace per diminuire le auto in circolazione e di conseguenza il traffico cittadino”. Una tesi opinabile, visto che “dismettere” è un termine perlomeno arrogante, specie se rivolto a chi, magari, ha cambiato un’auto da poco e per giunta giudicata ecologica. Appunto bloccata nelle sei domeniche sopracitate. E intanto anche il blocco dal lunedì al venerdì della euro 4 diesel sta creando malcontenti.

Al punto che i comuni del comprensorio di Bologna non hanno aderito all’iniziativa. Senza dimenticare ciò che ha dichiarato nel corso della presentazione del programma Enjoy di una settimana fa, Giuseppe Ricci, ingegnere Chief Refining&Marketing Officer di Eni: “Non voglio entrare nella discussione su chi è meglio tra auto elettrica, a benzina, metano e via dicendo. Il car sharing serve solo a smaltire il traffico caotico delle nostre città, insomma a diminuirlo. Non è, appunto, una questione di propulsione ecologica o meno. Anche perché se entriamo in questo discorso, anche l’auto elettrica ha i suoi pro e i suoi contro. E attorno all’elettrico ci sono due elementi non trascurabili, che si chiamano pur sempre petrolio e carbone”. Parole che servono se non altro ad acculturare assessori un tantino arroganti, come è il caso di Irene Priolo. Ma saranno come sempre i cittadini residenti a Bologna a giudicare, in senso positivo o in senso negativo.