Pubblicità, nuove uscite e tante novità. Ovunque andiamo si sente parlare di auto elettriche e le e-car, stando a sentire i pareri delle persone, sembra piacciano davvero molto. Basta però un’occhiata ai dati per capire che, nonostante il boom di produzioni, sono ancora pochi gli acquirenti. "Secondo i dati di UNRAE – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Auto Findomestic – su quasi 1 milione di auto nuove immatricolate in Italia da gennaio a maggio 2019 solo poco più di 3.500 sono 100% elettriche e circa 48.000 ibride, di cui appena 2.000 di tipologia PLUG-IN, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2".

Panoramica generale

L’Osservatorio Auto Findomestic, vista la situazione vendite, ha intervistato gli automobilisti in 16 paesi di tutto il mondo per comprendere il motivo delle vendite che arrancano. Le risposte sembrano invertire la tendenza: presente incerto e futuro decisamente migliore. Nei prossimi 5 anni, infatti, il 57% del campione intervistato dichiara che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%), mentre il 43% afferma che l’intenzione è comprarne una tutta elettrica, soprattutto in Messico (72%), Brasile e Cina (68%).

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Punti di forza

All’interno dello studio condotto dall’Osservatorio Auto Findomestic emergono anche punti di forza e debolezze delle auto elettriche. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, "Nello scenario globale - sottolinea Bardazzi - il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica risulta essere il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale. Oggi l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42% (32% degli italiani) non è disposto a sostenere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica.

Gli unici paesi in grado di offrire forme efficaci di incentivazione sono la Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’IVA, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto".

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I punti di forza che contribuiranno a far imporre le e-car nel futuro, ma già apprezzati adesso, sono soprattutto la fluidità della guida (sottolineata dall’86% degli intervistati) a cui si aggiungono accelerazione bruciante e silenziosità di marcia. Quest’ultima caratteristica, però, ha creato non pochi dibattiti tanto da convincere l’Unione Europea a rendere obbligatorio, all’interno delle e-car, il dispositivo sonoro Avas (Audible Vehicle Alert System) per avvisare i pedoni quando l’auto si sta avvicinando.

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Altro aspetto molto apprezzato riguarda i costi di utilizzo e di manutenzione ridotti, così come l’indole ecologica delle e-car: per l’89% degli intervistati possessori di macchina, la qualità green costituisce un valore aggiunto. Il motivo sta nell’essere convinti della diminuzione dell’inquinamento grazie anche alle auto elettriche. Ciò non è del tutto vero: se da una parte le quattro ruote green francesi e norvegesi riducono molto le emissioni di gas serra, dall’altra quelle degli Stati Uniti e, soprattutto, della Cina risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

Debolezze: autonomia e colonnine di ricarica

Se è vero che la pubblicità sta facendo un gran lavoro sulle auto elettriche, girando per le città non è affatto facile trovare colonnine di ricarica rapida. Proprio per questo motivo, i possibili acquirenti sono titubanti sull’acquisto futuro: secondo le loro risposte, le attuali infrastrutture sono decisamente insufficienti. A ciò si aggiunge il problema dell’autonomia. Il 54% degli intervistati (di cui il 46% sono italiani) afferma che acquisterebbe un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 km.

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Sguardo al futuro elettrico in Italia

È chiaro che le auto elettriche rappresentino una rivoluzione e un modo di vivere il viaggio completamente diverso da quello a cui siamo stati abituati. "Il futuro dell’auto elettrica - commenta il presidente di UNRAE Michele Crisci - sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo".

"L’auto del futuro - conclude Crisci - sarà sicuramente un’auto elettrica, connessa e condivisa. È inevitabile un periodo di transizione. Si devono tenere in considerazione i futuri sviluppi tecnologici ma anche la situazione presente, perché in Italia abbiamo 37 milioni di autoveicoli ‘antiquati’ rispetto a queste tecnologie".

Non resta che attendere e vedere se le previsioni si riveleranno veritiere.