Non è tanto la tecnologia che deve progredire, quanto il quadro normativo, le regole che consentano alle auto a guida autonoma di poter far parte concretamente della quotidianità. Uno scenario, quella dell'auto che guida da sola, indipendentemente dall'attività del guidatore, ancora lontano, perlomeno se si immagina una diffusione sensibile. I costruttori proseguono l'attività di ricerca e sviluppo, prototipi in grado di muoversi su strade aperte al pubblico sono diffusi. Volvo ha recentemente annunciato di voler sperimentare con le XC90 nel traffico congestionato delle metropoli cinesi.

E Renault ha presentato tre prototipi di Espace in occasione dell'incontro dei 28 ministri dei Trasporti dell'Unione Europea, chiamati a sottoscrivere la Dichiarazione di Amsterdam, che impegni i paesi membri a creare un quadro normativo comune e favorevole alla sperimentazione su strade pubbliche. Voci vicine agli ambienti comunitari hanno sottolineato come in dubbio sia proprio la posizione comune dei 28 membri ad assicurare la medesima priorità allo sviluppo di una tecnologia che si vorrebbe su strada entro il 2020. Un gruppo di lavoro è stato costituito nei mesi scorsi, per studiare la tematica e creare quel terreno normativo fondamentale alle case automobilistiche.

Renault, intanto, punta a introdurre a breve termine - in un arco temporale che può essere esattamente quello da qui al 2020 - i primi modelli in grado di muoversi senza che il guidatore abbia le mani sul volante né stia attento sulla strada. Chiaramente si ragiona di frangenti specifici di utilizzo, dal traffico più intenso, dove l'auto sarebbe in grado di seguire le altre, alla guida in autostrada. I passi successivi sarebbero quelli di una gestione automatizzata dell'auto alle velocità elevate e con l'autonomo cambio di corsia. 

La tecnologia impiegata sulle tre Renault Espace laboratorio, ribattezzate Espace Autonomous Drive Demonstrator, conta di svariati sensori per avere una rappresentazione perfetta di quello che è l'ambiente intorno al veicolo. Ultrasuoni, quattro telecamere a corto raggio e con un angolo di 180°, 4 radar in ogni angolo, 3 scanner laser, una camera trifocale anteriore e un radar a lunga distanza sono gli "occhi" che forniscono tutte le informazioni eleborate poi dalle unità di controlllo.

La statistica dice che oltre il 90% degli incidenti stradali è provocato da errori umani e l'ausilio della guida autonoma, secondo quanto sostenuto dai favorevoli alla tecnologia, ridurrebbe notevolmente tale incidenza. L'obiettivo dichiarato di Renault è di essere il primo costruttore a introdurre un veicolo autonomo dal prezzo accessibile nel prossimo futuro. 

L'auto del futuro si comanderà con la mano