Veicoli connessi, tra loro e con l'infrastruttura. Il tema è già attualità e ancora tanto ha da proporre in futuro. Se è un attimo elencare le funzioni che consentono di conoscere, ad esempio, in anticipo la presenza di un incidente sul percorso o condizioni particolari di aderenza, utilizzabili dal veicolo per adeguare le modalità di guida - quando non direttamente l'assistenza diretta al guidatore -, la possibilità che ciò avvenga passa dallo scambio di dati.

Al CES 2018 si parlerà tanto di 5G, lo standard delle telecomunicazioni di prossima introduzione e di come impatterà sul settore automotive e, più in generale, dei trasporti. A Las Vegas interverranno i vertici di Baidu, Qualcomm, Verizon, alla presentazione Mobile Innovation – How 5G Will Enable the Future. Ripercussioni tutt'altro che incidentali sul settore auto, perché in qualche modo dovranno pur viaggiare i dati utilizzati dai veicoli a guida autonoma, i contenuti che porteranno le smart cities nel futuro, i dati della realtà aumentata e della realtà virtuale, fino alle applicazioni dell'Internet delle cose.

Se al CES 2018 sarà la connessione cellulare 5G protagonista, secondo una ricerca della società di consulenza e analisi ABI Research, entro il 2027 di conteranno oltre 10 milioni di connessioni su rete 5G di tipo Vehicle-to-Vehicle, da punto a punto. Non è, oggi, l'unico standard sul quale scommettono le case automobilistiche, che ricorrono, in alternativa alla comunicazione su rete cellulare, con funzioni basilari possibili già su rete 4G (quella utilizzata dagli smartphone, per intenderci), al protocollo DSRC (IEEE 802.11p): in termini più semplici, un sistema di comunicazione a corto raggio e dedicato, che mette direttamente in comunicazione i veicoli per scambiare dati essenziali e legati a funzioni di sicurezza di base, legate a possibili pericoli nascosti al campo visivo del guidatore.

Secondo ABI Research, il mercato della tecnologia V2X su rete cellulare avrà una spinta decisiva dalla necessità di scambiare grandi quantità di dati grezzi provenienti dai sensori a bordo dei veicoli e dalle funzioni di controllo remoto delle auto a guida autonoma. Da qui, le previsioni dei 10 milioni di connessioni entro il 2027.

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Molto prima, già in ottica 2020, potrebbe pensarci l'EuroNCAP ad accelerare la diffusione dei sistemi di comunicazione del tipo V2X (Vehicle to Everything), vista la possibilità che la presenza o meno di tale protocollo rientri tra gli aspetti ai quali l'ente di sicurezza assegnerà un punteggio in fase di esame, come già avvenuto relativamente ai sistemi di frenata automatica e assistenza al mantenimento della corsia.

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