Colpo grosso nel terzo spazio. Un titolo perfetto per quel film a sfondo tecnologico pefetto che sarebbe l'accordo di Volkswagen e poi Hyundai con la start up Aurora. Peccato si tratti di intese vere, e terribilmente scomode per molti. I due colossi automobilistici mondiali si legano infatti all'ultima arrivata tra le aziende che nella Silicon Valley si occupano di guida autonoma, ma non una a caso, perché fondata proprio dai migliori talenti in fuga da società rivali.

Al comando di Aurora ci sono l'esperto di robotica Drew Bagnell, ex Uber, Chris Urmson, ex responsabile del progetto guida autonoma Google, e Sterling Anderson,ex responsabile del sistema Autopilot di Tesla. La società è nata nel 2016 e ora si ritrova ad essere un motore di tutte le iniziative tecnologiche più avanzate dei marchi Volkswagen, Audi, Skoda e Seat, oltre che di quelli coreani Hyundai e Kia. Una scelta di campo che scuote molti equilibri, giusto alla vigilia del del CES 2018, la più grande rassegna mondiale dedicata all'alta tecnologia che si svolge a Las Vegas, dal 9 al 12 gennaio prossimi.

Se Apple ha accantonato il progetto Titan di una sua microvettura per concentrarsi su una piattaforma elettronica di guida autonoma da offrire ai costruttori tradizionali, e se Google sta seguendo la stessa scelta di proporsi come fornitore di tecnologie chiavi in mano, con questa mossa Aurora diventa una potagonista ancora più importante, pronta a legarsi anche ad altri marchi automobilistici e con una tabella di marcia molto serrata.

Aurora è giudicata tra le aziende più avanti con lo sviluppo di un intelligenza artificiale da destinare a vetture a guida autonoma, così come è valutata in modo molto alto la suo attività nel campo del deep learning, ovvero lo sviluppo di procedure che permettano ai calcolatori di avere comportamenti nuovi, di fronte a situazioni inattese e impreviste, grazie alla sintesi delle istruzioni già raccolte in precedenza.

Volkswagen ha già portato avanti il lavoro integrando negli ultimi sei mesi il sistema di sensori e il software targati Aurora su propri veicoli elettrici destinati ad intraprendere i test su strada entro il 2018, con un obiettivo di oltre mille vetture impegnate nei collaudi entro il 2010. Secondo il Wall Street Journal, lo scopo del gruppo di Wolfsburg è naturalmente quello di accelerare al massimo la produzione di una vettura a guida totalmente autonoma ispirata al concept Sedric presentato durante lo scorso salone di Francoforte, totalmente sprovvista di volante e pedali. Ancora il Wall Street Journal anticipa che Hyundai intende offrire la prima vettura di taxi senza conducente al mondo entro il 2021.

Un business colossale quello delle vetture che diventano un “terzo spazio” utile tra la casa e l'ufficio, tanto che uno studio molto accurato del centro ricerche Strategy Analytics ha già battezzato “Passenger Economy” quei nuovi consumi digitali alla portata di ex guidatori diventati passeggeri. Parliamo di un giro di affari per 800 miliardi di dollari entro il 2035 fatto di contenuti digitali visualizzati via streaming, app e servizi utili per gestire affari e hobby in mobilità.