L'attualità ricade nella lettera G per le unità Mazda SkyActiv, ovvero, l'idea lanciata nel 2011 e continuamente evoluta, di propulsori benzina a elevato rendimento termico, grazie all'incremento del rapporto di compressione e l'adozione del principio del “giusto-dimensionamento” (right sizing) in controtendenza al down-sizing delle cubature inseguito dalla concorrenza e supportato dalla sovralimentazione.

SkyActiv che è anche visione d'insieme più ampia, motori ma anche trasmissioni efficienti e materiali leggeri per la realizzazione dei telai. La prossima tappa vedrà, nel 2019, il lancio sul mercato del motore SkyActiv-X, primo propulsore benzina di serie al mondo con tecnologia di accensione per compressione supportata dalla classica candela.

Ma la prospettiva di gran lunga più affascinante, l'obiettivo fissato dal responsabile della divisione powertrain del marchio, Mitsuo Hitomi, supera la visione di SkyActiv-X e punta a sviluppare un motore endotermico benzina che, nell'insieme dell'intero processo produttivo dell'auto - dall'estrazione della materia prima, al veicolo su strada, fino alla sua alimentazione – valga nelle emissioni inquinanti le alternative elettriche. Non una contraddizione in termini, piuttosto, la considerazione dell'intera catena produttiva, compresi i metodi di generazione dell'energia elettrica destinata alle colonnine di ricarica, se da gas naturale.

Il motore SkyActiv di terza generazione punta a ottimizzare ulteriormente il rendimento termico, oggi con valori di riferimento fissati oltre il 30% sulle auto di serie. Secondo quanto riportato da Automotive News, Hitomi prospetta la possibilità di oltrepassare il 50%. Valorie oggi ottenuto da progetti estremi quali sono le power unit di Formula 1, al banco prova già oltre la soglia del 50% di efficienza termica. Motori che adottano due diversi sistemi di recupero dell'energia e limitano al massimo la dispersione del calore. 

Dallo SkyActiv-3, allo stato attuale una visione distante ancora diversi anni, Mazda insegue l'abbattimento delle emissioni di Co2 del 25% rispetto alle versioni di SkyActiv-G. Le parole di Mitsuo Hitomi si inseriscono in un quadro che vede il costruttore giapponese in corsa per il lancio del primo modello elettrificato nel 2019, una mild-hybrid seguita un anno più tardi dalla prima Mazda a batteria, successivamente è attesa l'offerta di un'ibrida plug-in.

Una progressione che non rinuncia a inseguire una continua ottimizzazione del motore endotermico, che negli USA, è valsa la soddisfazione di confermare Mazda quale marchio dai consumi di carburante ed emissioni di Co2 più bassi nel complesso della gamma commercializzata negli Stati Uniti, valori che si sono attestati su una media di 7.9 litri/100 km nel ciclo combinato.