BARCELLONA. La Catalogna è in fermento. E non è solo il vento indipendentista a sventolare le bandiere sui balconi della Diagonal. Barcellona è una delle città più all’avanguardia del mondo e il World Mobile Congress rappresenta l’apice europeo in fatto di innovazione. Seat da anni occupa un posto d’onore nel salone di casa, dove lo scorso anno il presidente Luca De Meo aveva annunciato la prima elettrica del marchio. E durante l’edizione 2018 ha rilanciato: entro la fine del decennio debutterà anche un inedito modello ibrido plug-in Cupra, il nuovo marchio sportivo indipendente Seat.

Ma oltre all’elettrificazione, tema dominante dell’automotive contemporaneo, c’è la connettività. Campo in cui Seat sta mettendo parecchia carne al fuoco, evolvendo più velocemente di tutti gli altri marchi del gruppo Volkswagen. Lavorando su più progetti contemporaneamente, a partire dallo sviluppo della rete 5G a Barcellona, in qualità di partner automobilistico. Il governo catalano ambisce a renderla la capitale del 5G, la nuova generazione di rete ad altissima velocità che verrà testata anche in Italia a partire da quest’anno. E che consentirà di fare un ulteriore passo in avanti nella guida autonoma. “Avere nel portfolio un costruttore automobilistico - dice De Meo -, fa gioco a Barcellona, perché l’automobile è fondamentale nello sviluppo delle smartcity”. Nel 2019 Seat metterà su strada una piccola flotta di prototipi, testando le potenzialità della connessione tra auto e ambiente, nonché tra veicolo e veicolo, in condizioni reali.

In attesa del fatidico giorno in cui saremo passeggeri e non più guidatori, Seat aggiunge inoltre un altro tassello al proprio già ampio bouquet del sistema DriveApp. Dopo Waze e Alexa debutta in anteprima mondiale Shazam, l’applicazione che consente di riconoscere un brano musicale attraverso lo smartphone, utilizzata da oltre 100 milioni di utenti al mese. Anche in auto. “Abbiamo scoperto – prosegue De Meo - che il 70% degli utilizzatori usa Shazam a una velocità superiore i 30 km/h. Questo significa che molti di loro sono in auto ed è una gran brutta abitudine. Abbiamo dunque integrato, dopo Spotify, Alexa e Waze, anche Shazam. Nulla di fantascientifico, ma una scelta di buon senso”. Da aprile gli automobilisti avranno dunque una scusa in meno per tenere in mano lo smartphone mentre  si guida.  

“Siamo di fronte alla più grande rivoluzione del mondo automobilistico e noi abbiamo un sacco di idee dice Matthias Rabe, vicepresidente ricerca e sviluppo Seat. Impossibile dargli torto. Dalla fornace Seat è uscita infatti anche una nuova start-up, Xmoba. Società interna dedicata, al momento, allo sviluppo della mobilità alternativa. Due i progetti i cantiere, Justmoove e Respiro. Il primo è una piattaforma pensata per semplificare la vita, consentendo di pagare pedaggi, parcheggi e rifornimenti, ad esempio, con un dito. Il secondo è più ambizioso e forse ancor più interessante. Un servizio di car sharing già attivo a Madrid e recentemente acquisito da Seat, che partendo dalla penisola iberica invaderà il resto d’Europa. Seguendo l’esempio di quanto già fatto, ad esempio da Daimler e Bmw. Significativo che il primo carsharing internazionale del gruppo Volkswagen venga messo in piedi da Seat. “Ci piace essere all’avanguardia – prosegue sorridendo Rabe -. Siamo veloci e preparati”. Per la serie: il fratello minore è cresciuto e ora cammina con le sue gambe. Anzi, corre.