Il primo E-Prix di Roma, terminato con la rocambolesca vittoria di Sam Bird, ha rappresentato non solo un momento storico per il motorsport in Italia, ma anche un'occasione per approfondire alcuni aspetti legati alla Formula E.

Perché oltre ai costruttori, da Audi a Jaguar, passando per Mahindra in attesa di Mercedes e Porsche, il campionato coinvolge marchi importanti che utilizzano le gare elettriche come banco di prova per strumenti che arriveranno sul mercato entro qualche anno.

Come Qualcomm, colosso della tecnologia con sede a San Diego, California, partner della Formula E fin dalla prima stagione in qualità di fornitore della tecnologia di ricarica wireless per le vetture. Il concetto è semplice e applicabile anche alle auto di serie: invece di allacciare alla rete propria macchina elettrica attraverso un cavo, la si parcheggia sopra la piattaforma Halo, che trasferisce energia a un pad posto sul fondo dell'auto collegato alla batteria.  

Esattamente come già accade con gli smartphone. Nel box di casa, tanto quanto nel archeggio di un centro commerciale. Consentendo agli automobilisti di risparmiare tempo: allacciare la macchina a una colonnina è una manovra che richiede pochi minuti, certo. Ma è certamente più comodo parcheggiare, spegnere la vettura e scendere come si fa con un'auto a motore termico. Quando si ha fretta, oppure quando piove a dirotto. Le piattaforme Qualcomm, provato coi nostri piedi, sono assolutamente sicure: non si prende la scossa, insomma, nemmeno se ci piove sopra.

Inoltre, come ha spiegato il vicepresidente Graeme Davison, la tecnologia è applicabile qualsiasi tipo di auto elettrica o ibrida, ricaricando con la stessa velocità sia una sportiva come la Bmw i8 che fa da safety car in Formula E, sia un ben più alto sport utility.

La Wireless Electric Vehicle Charging utilizzata in Formula E consente di ricaricare completamente la batteria di una i8 in 60 minuti. E in una situazione come il motorsport la immediata disponibilità di impiego è basilare: se c'è un incidente e la direzione gara decide di impiegare la safety non c'è il tempo di staccare cavi o di attendete che la batteria finisca di caricarsi. Lo stato di ricarica, uno strumento che debutterà assieme alla piattaforma, può essere monitorato in qualunque momento attraverso una app (vedi video sotto).

Il costo del sistema non è dato saperlo: Qualcomm fornisce la tecnologia alle case automobilistiche, che a loro volta ne stabiliranno il prezzo, vendendolo come optional (ma chissà, un domani anche di serie) sui propri modelli elettrici e ibridi. Che in un futuro potranno addirittura abbandonare anche i pad: l'azienda sta infatti già sperimentando la ricarica in movimento, col veicolo che riceve energia dalla strada fino a 100 km/h.