Specchietto, addio. O quasi. Audi e-tron Prototype ha sposato la strada di ogni concept, ovvero, rimpiazzare gli specchi esterni con telecamere, molto più efficienti sotto il profilo aerodinamico e con possibilità di utilizzo specializzate in funzione del frangente di guida. La cura dell'aerodinamica è alla base dello sviluppo di soluzioni virtuali, attraverso telecamere. Manterrà la soluzione del prototipo, Audi e-tron suv di serie e sarà il primo modello al mondo a farlo, se escludiamo la Volkswagen XL1, prodotta in un numero ristrettissimo di esemplari, di fatto un laboratorio viaggiante.

Sarà una soluzione proposta tra gli optional, molto probabilmente verrà circoscritta a determinati mercati, certamente Germania e Austria, dove le normative consentono la sostituzione del classico doppio specchietto, previsto dalla normativa comunitaria in vigore dal 2003, mentre in Italia l'obbligo di montare lo specchietto risale al 1977 . L'armonizzazione delle normative tra diversi mercati è ancora distante, ad esempio, negli USA l'ente responsabile della sicurezza stradale (NHTS) riceve decise pressioni dai costruttori per aprire una normativa risalente al 1968 e che, da quest'anno, consentirà l'affiancamento di telecamere di back-up accanto ai classici specchietti.

Audi porterà su strada, forte dell'omologazione riconosciuta in Germania, due telecamere ad alta definizione installate su supporti dal profilo alare, più corti nell'insieme di 15 centimetri rispetto a uno specchietto convenzionale. Forme studiate in galleria del vento, dove il suv elettrico ha effettuato oltre 1.000 ore di sessioni lambito dai flussi generati da una ventola da 2,6 megawatt, in grado di sviluppare flussi a 300 km/h. L'impianto di Ingolstadt per definire la forma ideale, il profilo degli alloggiamenti delle telecamere e misurare i progressi anche sul piano dell'aeroacustica. Non solo efficienza superiore, un Cx e Cd (drag che misura direttamente la resistenza all'avanzamento) inferiori, il primo vale 0,28 punti su Audi e-tron Prototype, ma anche la riduzione dei fastidiosi fruscii, ai quali molte case automobilistiche provano a porre rimedio sviluppando i supporti e gli alloggiamenti degli specchi tradizionali, modificando i punti d'attacco (dal montante alla portiera, ad esempio).

E-tron suv sarà in grado di percorrere fino a 400 km, calcolati secondo il ciclo WLTP. L'interrogativo è: quanto impatta sull'efficienza complessiva l'abolizione dello specchietto per convertirsi alle telecamere (con tre modalità d'uso: autostrada, parcheggio e curva, prevedibilmente ciascuno con un diverso campo visivo)? Il dato fornito da Audi guarda all'efficienza d'insieme del suv, ovviamente condizionata anche dalle canalizzazioni sul paraurti per gestire i flussi all'esterno delle ruote anteriori, dal fondo interamente carenato – con la piastra protettiva del pacco batterie realizzata in alluminio e punti d'attacco dalla superficie “a fossette”, come le palline da golf, per ottimizzare lo scorrimento del flusso d'aria ad alta velocità – dalla calandra attiva che parzializza o chiude completamente la griglia in funzione delle esigenze di raffreddamento dei sistemi elettrici ausiliari come dei freni. Un Cx di 0,28 è dichiarato essere 0,07 punti migliore rispetto a un'equivalente vettura convenzionale e, posto che per ogni centesimo di punto di efficienza complessiva la stima è di un incremento dell'autonomia di marcia pari a 5 km nell'impiego quotidiano, per ciascuna ricarica, in linea teorica, e-tron suv guadagna 35 km di autonomia dall'insieme delle soluzioni aerodinamiche adottate.

Le dimensioni inferiori consentite dalle telecamere, che proiettano le immagini su due schermi OLED posti nell'area di transizione tra plancia e pannello della portiera - per essere intercettati come si farebbe con un classico specchietto solo un po' più in basso - riducono la superficie frontale e si legano ai vantaggi ottenuti dalle sospensioni pneumatiche, che abbassano il corpo vettura del suv elettrico di 26 millimetri una volta superati i 120 km/h.

Quale sia l'attenzione maniacale sull'ottimizzazione aerodinamica si spiega anche attraverso un altro particolare: le gomme riporteranno la misura, i dati canonici, il marchio e il modello non già in rilievo (infinitesimale il millimetro o poco più classico) bensì incisi sul fianco, per limitare ulteriori turbolenze nocive frutto della rotazione delle ruote.