E’ sempre meno visibile. I motori progressivamente sono stati nascosti alla vista sotto al cofano, infarciti di carenature fino a rendere asettico quello che, un tempo vano motore, lo era per motivi lampanti. Quelli elettrici sono ancora meno immediati da interpretare. Fino ad arrivare ai motori invisibili, potentissimi ma, di fatto, praticamente astratti. La potenza di calcolo è la cifra tecnica, i servizi connessi che offrono a bordo e quelli garantiti ai produttori di auto, le prestazioni “verificabili”. Al CEBIT 2018 Huawei mostra la piattaforma OceanConnect per l’Internet dei Veicoli.

E’ un prestazionale motore digitle che fa girare le soluzioni connesse, quelle che traghettano il veicolo (l’auto e non solo) da mezzo di trasporto a tassello di un sistema di servizi interdipendenti: abitudini, scenari, dispositivi mobili e non. E l’alimentazione di questo motore non si rifornisce alla pompa né dalla presa di corrente: sono i Big Data a dare concretezza.

La visione di Huawei, attraverso la piattaforma OceanVehicle, promette di sviluppare la connettività dei veicoli intelligenti, attraverso la gestione di centinaia di milioni di connessioni simultanee. I dati raccolti diventano risorse inviate a un servizio cloud pubblico reso disponibile ai produttori automobilistici per l’accesso ai servizi intelligenti legati alla mobilità.

Cosa raccoglie? Sviluppa i dati legati allo stato d’utilizzo del veicolo, i comportamenti dei guidatori, li analizza e produce un modello digitale che, sempre attraverso il cloud – concetto quanto più immateriale possibile nell’immaginario collettivo, salvo avere una sua concretissima realtà – permette la distribuzione di quei contenuti (servizi) e raccomandazioni sviluppati sulle esperienze raccolte.

Fasi che appaiono dilatate nei tempi ma, in realtà, passano dalla raccolta in tempo reale all’offerta on demand, il più delle volte “ritardata” appena da un touch sullo schermo dell’infotainment, quando non gestite in autonomia dai veicoli connessi grazie all’intelligenza artificiale.

Debutto su DS 7 Crossback per i servizi connessi Huawei

Il sistema Huawei OceanConnect si caratterizza per essere aperto a integrazioni di contenuti sviluppati da terze parti, permette alle case automobilistiche il controllo delle risorse. «L'Internet of Vehicles (IoV) porta a un livello superiore la convergenza tra il mondo dell’ICT e l'industria automobilistica. L'IoV dà vita a veicoli connessi e servizi intelligenti, permettendo così una più rapida trasformazione digitale dell'industria automobilistica. Durante questa importante fase di transizione, Huawei è impegnata a costruire un mondo intelligente e completamente connesso che collega persone, veicoli, strade e molto altro», ha commentato Ma Haixu, presidente di Huawei Cloud Core Network Product Line.

Certo non è un ambiente “chiuso” nel senso di una raccolta e analisi di dati legati al singolo veicolo, né si limita all’interconnessione di più auto, piuttosto guarda al protocollo Vehicle-to-Everything (V2X), per un’interfaccia e scambio dati tra tutti i componenti del grande ecosistema di mobilità integrata.