La corsa all'incremento dei rapporti del cambio sembra non conoscere limiti. Trasmissioni automatiche e doppia frizione crescono sempre più nell'offerta di marce a disposizione, in un'accelerazione che ha rapidamente fatto aumentare i rapporti fino all'attualità di cambi automatici 8 e 9 marce, doppia frizione a 7 rapporti. Tutti affermati sul mercato. Poi c'è la proiezione al futuro, quello immediato del progetto 10 marce di GM e Ford, uno più lontano anticipato dall'indiscrezione di un brevetto registrato da Honda, al lavoro su una trasmissione 11 marce.

Già nel 2013, Volkswagen presentò al Vienna Motor Symposium un'unità 10 marce doppia frizione, poi mandata in soffitta nel settembre del 2015 per gli eccessivi costi di sviluppo. Honda è intenzionata a percorrere una strada ancor più ambiziosa, incrementando il numero di frizioni e di rapporti: tre alberi sui quali ospitare le singole marce.

Cambio automatico, pregi e difetti

Allo stato attuale non si conoscono i dettagli tecnici della soluzione, se non quelli che sarebbero i vantaggi ottenuti da una tale soluzione, in grado di ridurre ulteriormente i tempi di cambiata, ma soprattutto capace di offrire una continuità nell'erogazione della coppia superiore allo schema doppia frizione ampiamente diffuso oggi. Un maggior numero di marce consentirebbe un'efficienza maggiore, un miglior sfruttamento del propulsore a ogni regime di rotazione e consumi inferiori. Resta da capire quale sia lo schema immaginato da Honda e la disposizione delle varie marce sui tre alberi "attivati" dalla chiusura della rispettiva frizione, essendo quella dei cambi doppia frizione suddiviso tra marce pari e marce dispari, configurazione che consente di avere il rapporto successivo o precedente a quello in uso già pronto per essere innestato.

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Sarà una soluzione destinata a trovar spazio su applicazioni in serie nei prossimi anni o sarà un progetto futuribile destinato, però, a restare su carta? 

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