Niente panico, siamo inglesi. Il 2040, oggi, è guardare ben oltre il lungo periodo, è un ragionare di propositi, la volontà di applicare il programma Road to Zero, ad esempio. Tutta da dettagliare, la visione (draconiana) del governo britannico su come tendere a trasporti su strada a zero emissioni. La concretezza dell'attualità e del medio lungo periodo, suggerisce altri approcci che non la demonizzazione assoluta dei motori Diesel. Non c'è bianco o nero, dire delle prospettive dei motori a gasolio nei prossimi anni è un guardare alle sfumature. Sul numero di Auto in edicola raccontiamo delle evidenze scientifiche avanzate da uno studio di enti indipendenti, CNR e Censis, incaricati dall'Unrae, per tratteggiare correttamente i contorni del “fenomeno Diesel”, la necessità di velocizzare il ricambio del parco auto circolante con Diesel puliti, Euro 6, in grado di ottenere valori di emissioni NOx e particolato prossimi al valore zero.

Dal meeting organizzato dal Financial Times, Future Of the Car 2018, interviene il segretario britannico per gli Affari, l’energia e la strategia industriale, Greg Clarke. E, no, la soluzione non è la demonizzazione del Diesel a ogni costo. Sfumature, anche qui. Il piano Road to Zero conterrà un riconoscimento alle caratteristiche di una motorizzazione che si ritaglierà il proprio spazio su un'utenza ben precisa. Un ritorno ai fondamentali, verrebbe da dire.

Il Diesel per chi ne ha effettivamente bisogno. «Credo sia importante dire che la nuova generazione di motori Diesel può apportare un grande contributo nella riduzione delle nostre emissioni. Mi attendo il contributo degli standard più alti di efficienza. Sarebbe una scelta errata pensare che, continuare a guidare un'auto diesel esistente piuttosto che sostituirla con una nuova molto più amica dell'ambiente, sia un buon passo per il pianeta. C'è un posto per i veicoli Diesel e ci sarà ancora per un certo tempo a venire. Se guidate macchine Diesel sulle lunghe distanze, l'impatto è molto diverso rispetto a un impiego in città. Dovremo assicurarci che le persone facciano le giuste scelte in funzione del loro impiego dell'auto e per l'ambiente. Quel che illustreremo nel report (Road to Zero; ndr) che stiamo per pubblicare è come scelte differenti possano essere giuste per persone diverse in circostanze diverse».