Alla Renault spetta il merito, se non proprio di aver inventato la monovolume, di averne introdotto l’idea sul mercato europeo con la prima Espace del 1984. E non è affatto poco, perché la formula ha preso piede nel giro di qualche anno ed è stata via via declinata nelle interpretazioni più disparate e in svariate categorie dimensionali da molti altri costruttori. Arrivando addirittura, all’inizio degli anni 2000, a ridimensionare sul mercato il fenomeno delle station wagon scoppiato negli Anni ’80. Ma negli uffici di Boulogne-Billancourt avevano anche capito prima degli altri che il concetto aveva bisogno (e poteva) essere aggiornato. Il fatto è che alla Renault sono stati spesso un po’ precipitosi nel tradurre in realtà le loro suggestioni e il risultato è stata la stravagante Avantime 2001, tanto lodata dalla “intellighenzia” dell’epoca, quanto ignorata dal grande pubblico. A quel punto, forse scottata dall’esperienza, la Renault ha deciso di tornare ad acquietarsi su posizioni più classiche e per la quarta generazione dell’Espace, presentata nel 2002, ha scelto un design più convenzionale e ha tolto il mandato della costruzione alla Matra, per farsi la vettura in casa, tornando anche alla carrozzeria in acciaio anziché in composito come era accaduto fin lì. Ma, come è noto, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e così i francesi hanno ricominciato a riempire i tavoli da disegno di nuove idee. Però, evidentemente, hanno deciso di istituire una linea diretta tra il reparto progetti avanzati e l’ufficio marketing. Renault Espace, com'è cambiata   E siccome, esattamente come nel caso del colesterolo, ci può anche essere un marketing buono, è stato deliberato il progetto di un’Espace al sapore di crossover con retrogusto sportivo. Che poi, concettualmente, non è così distante dall’Avantime. Solo che, allora, i tempi non erano ancora maturi, mentre oggi, con il pubblico alla disperata ricerca di idee nuove e intelligenti che possano giustificare i sacrifici economici necessari all’acquisto di un’auto nuova, il momento è propizio. L’Espace 5 — che è stata presentata al recente Salone di Parigi — è una crossover nel senso più puro del termine, perché incrocia le proporzioni di una monovolume, la longilineità di una station wagon, la distanza da terra di un Suv e promette l’agilità di una sportiva o quasi. Già, perché, per aumentare il dinamismo (e ridurre, ovviamente, consumi ed emissioni) il peso è diminuito di 250 kg rispetto all’Espace 4 ma, soprattutto, la vettura è dotata del sistema di sterzata integrale 4Control (agisce anche sulle posteriori) e di sospensioni a controllo elettronico. Renault Espace, com'è cambiata

 Renault Espace, com'è cambiata - le dimensioni

Rispetto all’Espace 4, lunghezza e larghezza sono sostanzialmente identiche (4,86 e 1,87 metri), ma è diminuita l’altezza totale di 6,3 cm (ora è di 1,68 metri) e la distanza dal suolo è stata portata da 12 a 16 cm. I motori saranno inizialmente tre, tutti di 1.6 litri. Alla base della gamma ci sarà un turbodiesel da 130 cv (dCi 130) abbinato a un cambio manuale a 6 marce. Proseguendo verso l’altro, troveremo la nuova versione biturbo dello stesso propulsore da 160 cv (dCi 160), mentre l’alto di gamma sarà rappresentato dal turbobenzina da 200 cv (TCe 200), derivato da quello della Clio R.S. Le ultime due unità saranno accoppiate a cambi EDC a doppia frizione, rispettivamente a 6 e 7 rapporti. Renault Espace, com'è cambiata Va da sé, che, oltre ad implementare le capacità stradali — e che certo rappresenta un approccio diverso da quello che normalmente viene adottato per questo genere di vetture – sono state tenute in gran conto la qualità della vita di bordo e la flessibilità. La plancia prevede la strumentazione completamente virtuale e configurabile, mentre al centro compare un grande display da 8”7 posizionato in verticale, dal quale si possono comandare tutte le funzioni dell’auto: perfino il posizionamento e l’abbattimento dei sedili, oltre a quelle solite riguardanti l’intrattenimento e il settaggio dei sistemi di ausilio alla guida, secondo una filosofia che in Renault hanno battezzato Multi-Sense. Il tutto ha uno stile vagamente aeronautico, a cominciare dalla console sospesa, e avvolgente che fa sentire all’interno dell’auto e non più “sospesi” come accadeva sulle precedenti Espace. Nel contempo, però, si gode anche di una eccezionale panoramica verso l’esterno, visto che c’è un parabrezza che si estende sopra la testa dei passeggeri per 2,8 metri quadrati. Renault Espace, com'è cambiata   I posti possono essere cinque o sette e, comunque, utilizzano in tutti i casi poltroncine singole. Sotto questo aspetto, la novità è rappresentata da un sistema che permette, attraverso una plancetta accessibile dal vano bagagli oppure agendo sul grande display touch nella consolle, di ribaltare anche contemporaneamente, la seconda e la terza fila di sedili, che si appiattiscono sul fondo dell’abitacolo, liberando uno spazio che può arrivare, a 2040 litri (660 quando si viaggia in cinque). Osservando dall’interno la nuova Espace, così come era esposta a Parigi, non si poteva non notare anche la consistenza delle finiture e la qualità dei materiali utilizzati, realmente di livello “premium”. E non c’è di che stupirsi: lo stesso Carlos Ghosn, il grande capo dell’alleanza Renault-Nissan ha ammesso che per quanto riguarda la qualità costruttiva è stata richiesta la consulenza della Mercedes, con la quale la Casa francese è in rapporti stretti per una serie di progetti comuni già in atto, tra i quali quello che ha originato Twingo e Smart.