Gara scontata per le prime due posizioni, monopolizzate da Hamilton e Rosberg, quella di Melbourne: Lewis ha praticamente mantenuto per tutti i 58 giri il vantaggio preso in partenza, altalenante nell’intorno dei 2 secondi, rispondendo con giri veloci tutte le volte che Nico tentava un affondo. Ma è stato un GP con molti più argomenti nelle posizioni a seguire: Vettel ottiene un ottimo 3° posto che dimostra il buon passo gara della Ferrari, pur con la complicità di una strategia non azzeccata della Williams per Massa, giunto 4° davanti ad un ottimo debutto di Nasr. Resta lo sconforto del ritiro di Raikkonen che ha dovuto fare i conti prima con un contatto multiplo al via (con Vettel, Sainz e Nasr nell’ordine cronologico) tale da causare l’ingresso della safety car, e poi con un mozzo posteriore sinistro che ha fatto tribolare i meccanici fino all’unsafe release (abbiate pazienza, ma “rilascio insicuro” è orribile) che ne ha causato il ritiro, oltre all’investigazione postgara. Una corsa che per il finlandese poteva essere ben diversa, per quello che ha fatto vedere in pista: ma un ritorno alla competitività che fa ben sperare. La gara è stata condizionata dai ritiri fin da prima del via: Bottas assente per problemi fisici, Kvyat per un problema idraulico al cambio, Magnussen col motore muto nei box, Grosjean con problemi già nel giro di formazione. Con Maldonado finito in testacoda e contro le barriere nell’incidente al via innescato dal rallentamento di Raikkonen, per la Lotus è stata una gara chiusa subito. Mentre al contrario la Sauber festeggia il 5° posto di Nasr ma anche l’8° di Ericsson: un ottimo risultato di squadra che porta il team svizzero al 3° posto nel “Costruttori” dietro la Ferrari e davanti alla Williams. Pure la Force India può “vantare” entrambe le macchine a punti, ma in modo un po’ differente.  

F1 GP Australia, primo Hamilton, terzo Vettel. La classifica.