Parlare di un concorso d'eleganza e presentarsi con un "mostro" potrebbe non essere il migliore degli inizi. Le cose cambiano se lei è Zagato Mostro e il concorso quello di Villa d'Este. La carrozzeria milanese rende omaggio al Centenario Maserati e lo fa con una supersportiva realizzata in tiratura limitatissima, cinque esemplari appena, destinati a clienti che si ritroveranno in garage l'ideale trasposizione in chiave moderna di quella che fu ribattezzata "il Mostro" per le prestazioni assurde: Maserati 450 S Coupé Zagato. La portò in pista Stirling Moss a Le Mans e venne disegnata da Zagato e Frank Costin, fratello di Mike, che insieme a Duckworth diede vita alla Cosworth. Ma è un'altra storia, da tratteggiare nei contorni per capire come mai fosse nota come "il Mostro": motore V8 da 4.5 litri e 400 cavalli montato anteriormente, velocità massima di 320 km/h. Ragioni più che sufficienti a giustificare l'appellativo.

La fotogallery di Zagato Mostro

Il presente dice di una carrozzeria in carbonio, così come il telaio, che convive con una struttura in tubi d'acciaio per il cockpit e sottotelai dedicati all'impianto di scarico, le sospensioni posteriori (doppi bracci oscillanti e push rod, come all'avantreno) e il cambio, che è posizionato al posteriore, in blocco con il differenziale, secondo lo schema transaxle caro al Tridente. Motore V8 davanti - interno al passo -, tutto il resto dietro. Non sono trapelate indicazioni ufficiali su cubatura e potenza, ma il V8 dovrebbe essere il 4.2 litri da 420 cavalli, cuore più che generoso per una coupé dal sapore antico accreditata di un peso molto molto contenuto (si vocifera 1000 kg). Tutti gli esemplari verranno consegnati entro dicembre e saranno contrassegnati da un disegno fatto di linee morbide e avvolgenti, il lungo cofano a caratterizzare l'avantreno, con una calandra che richiama le Maserati degli anni Cinquanta e Sessanta: muso molto basso al centro e Tridente in bella vista sulla bocca tondeggiante, lasciando i passaruota a disegnare il frontale alle estremità. Caratteristica anche l'apertura ad ali di gabbiano delle portiere, così come la coda alta e raccordata alla perfezione con il lunotto. Fabiano Polimeni