Intervenendo all'assemblea dei soci di Exor, John Elkann ha confermato le indiscrezioni apparse sul New York Times, quelle che riportavano uno scambio di mail tra Sergio Marchionne e Mary Barra lo scorso marzo, alla ricerca di potenziali intese tra FCA e GM. Ma dice anche dell'altro: «Non c’è stata la sola mail a Gm, ci sono telefonate e dialoghi con tutti nel mondo dell’auto. Da parte di Fca c’è determinazione se ci sono le opportunità». Quella determinazione a ricercare qualcosa altrimenti indotta dal mercato, come dichiarato a Melfi da Marchionne, che vede entro il 2018 una fusione. «Come azionisti di Fca siamo convinti di portare avanti il piano ambizioso presentato a maggio del 2014, ma se l’industria dell’auto decide di dialogare sul tema del consolidamento ne va a beneficio di tutti. L’industria dell’auto consuma moltissimo capitale per gli investimenti e per fare prodotti all’avanguardia. È un’industria che investe 2 miliardi di dollari alla settimana, molti potrebbero essere fatti insieme», dice davanti agli azionisti Exor Elkann. Sul fronte GM, si registrano le reazioni di Karl Thomas Neumann, CEO di Opel, che in linea di principio sposa la linea Marchionne, pur escludendo un accordo con FCA ma al tempo stesso riconoscendo il bisogno di incrementare i volumi produttivi e ottimizzare le economie di scala. «Noi lo abbiamo vissuto con Fiat e Chrysler che sono diventate Fca e che per Jeep Renegade e 500X hanno potuto lavorare insieme risparmiando quasi un miliardo di euro di investimento. Noi abbiamo avuto successo nel portare avanti il consolidamento, ma sappiamo che sono operazioni complesse», le parole di Elkann. Fabiano Polimeni