Fedele allo schema dell'esordio, ma con un bagaglio di esperienza tutto diverso. Si presenta così, Peugeot 2008 DKR16, alla sfida della Dakar 2016, che prenderà il via il prossimo gennaio, dopo il debutto nell'edizione 2015 servito principalmente per scoprire le sfide del rally raid sul campo e prepararsi affinando il progetto del prototipo. Le indicazioni e i test sono stati condotti dallo squadrone Peugeot Sport, con Peterhansel, Sainz e Despres a saggiare la bontà delle modifiche anche sul campo di gara, almeno per certi componenti, al Silk Road Rally in Cina. Come cambia Peugeot 2008 DKR16? La scheda tecnica dice che si fa più lunga e larga, arrivando a quota 4 metri e 28 e 2 metri e 20 centimetri rispettivamente, con un incremento del passo che adesso tocca i 3 metri esatti. La modifica dell'anteriore ha permesso di incrementare l'angolo d'attacco, grazie a uno sbalzo inferiore. Interventi intensivi anche sulle forme della carrozzeria, in fibra di carbonio, adesso con un cofano motore completamente ridisegnato e dall'ampia apertura, funzionale a un'ottimizzazione dei flussi d'aria, congiuntamente alla presa sul tetto: non più una soluzione a gradini, ma un'unica grande fessura, a tutta larghezza. Confermata la trazione posteriore, con un cambio sequenziale sei marce abbinato al motore turbodiesel 3 litri V6 con due turbocompressori, dalla potenza complessiva dichiarata in 350 cavalli (800 Nm di coppia massima), sufficiente per affrontare le speciali in Sudamerica sul filo dei 200 orari. Cavalleria a parte, Peugeot Sport ha lavorato anche per ampliare l'arco di utilizzo del propulsore, dettaglio particolarmente utile nelle prove più tortuose e guidate.

Le foto di Peugeot 2008 DKR16

Altri interventi di dettaglio hanno riguardato il disegno delle prese d'aria laterali, i cerchi monoblocco in magnesio da 17 pollici alleggeriti, così come lo sviluppo delle gomme Michelin ha permesso di risparmiare peso anche sulle coperture. «Non c’è un cambiamento che prevale sugli altri. Abbiamo introdotto una serie di evoluzioni in campi diversi e speriamo che, tutte insieme, porteranno a un miglioramento generale. I punti su cui ci siamo concentrati sono comunque la stabilità della vettura e la facilità di utilizzo del motore. Le sospensioni e il propulsore hanno beneficiato di aggiornamenti sostanziali. I test che abbiamo fatto e la doppietta ottenuta in Cina dimostrano che siamo sulla buona strada. Il nostro livello di preparazione è molto superiore di quello di un anno fa, alla vigilia della nostra prima Dakar. All’epoca tutto era nuovo per noi. Ma sappiamo che dovremo accumulare ancora molta esperienza prima di essere davvero pronti ad affrontare una Dakar in cui il percorso e le condizioni di gara possono essere estremamente varie», ha commentato il direttore di Peugeot Sport Bruno Famin. Fabiano Polimeni