Riscrive i riferimenti che Veyron aveva lasciato in eredità, Bugatti Chiron. Lo fa sul piano tecnico e stilistico, sviluppando l'idea di Bugatti Vision GranTurismo, apprezzata a Francoforte. Allora apparve con le fattezze di un prototipo buono per le gare endurance, quell'idea si è evoluta e liberata di appendici aerodinamiche estreme, conservando però qualcosa che la tiene vicina ai prototipi da Le Mans: la rigidità strutturale, equiparabile a quella di un'auto di classe LMP1 (50 mila Nm per grado). E' uno snocciolare di numeri che descrivono da soli quale lavoro sia stato effettuati dai tecnici per realizzare una hypercar che superasse Bugatti Veyron. Il cuore del progetto è nel motore, un W16 - quattro bancate da quattro cilindri - 8 litri di cubatura, sovralimentato da quattro turbocompressori a doppio stadio. Lavorano in range operativi differenti: due sin da subito, gli altri da un regime di rotazione di 3.800 giri/min in su. Sono tra i componenti più intensamente rivisitati nell'evoluzione da Veyron a Bugatti Chiron, così com'è accaduto per gli intercooler, lo scarico in titanio, i condotti di aspirazione in fibra di carbonio, proseguendo con i due catalizzatori principali e i quattro pre-catalizzatori, in un sistema ottimizzato per ridurre la contropressione allo scarico (appena 20 kg i silenziatori). Proseguendo, è stato modificato anche il sistema di iniezione, con 32 iniettori. Tutto ciò si traduce in altri numeri: 1.500 cavalli, 1.600 Nm di coppia tra i 2.000 e 6.000 giri/min. Vengono scaricati sull'asfalto da una trasmissione integrale con differenziale a controllo elettronico e un cambio doppia frizione sette marce - inserito tra i due sedili per favorire la disposizione delle masse e il loro accentramento -. Il confronto con la Veyron è impietoso: 499 cavalli in più dell'antenata originaria, da 1.001 cavalli. Poi arrivò la Grand Sport Vitesse da 1.200 cavalli e in questo caso l'incremento è di "appena" 300 cavalli. Su un fronte, a leggere la scheda tecnica, risulta ancora "vincente" la Veyron: il peso. Bugatti Chiron - pur con un nuovissimo telaio in carbonio, dalla costruzione a sandwich e 8 kg più leggero di quello della Veyron - è 155 kg più pesante, arrivando a segnare 1.995 kg alla bilancia. Nonostante tutto, l'enorme quantitativo di cavalli li azzera nei classici riferimenti velocistici: meno di 2"5 per accelerare da zero a cento orari, meno di 6"5 per lo 0-200 e meno di 13"6 per fare 0-300 km/h. In velocità massima, con 420 km/h (autolimitati) sopravanza di 11 km/h la Veyron ma in Bugatti si affrettano a sottolineare che è un valore per la circolazione su strada, lasciando aperta la porta a ben altri orizzonti. A tal proposito, vanno segnalate le cinque modalità di guida, che oltre a variare parametri tecnici significativi, incidono sul limitatore. Con la modalità Lift si ha un assetto rialzato, per le operazioni di carico su un carrello o per superare dossi e rallentatori, poi in Auto - selezionata da una velocità di 50 km/h in su -, Autobahn (attivo al di sopra dei 180 km/h) e Handling, ci si dovrà accontentare dei 380 km/h, e con variazioni della rigidità degli ammortizzatori ritagliata per ciascun impiego; selezionando Top Speed, con l'apposita Speed Key - già presente in passato, meccanismo ulteriore per sbloccare materialmente tutto il potenziale della Chiron - si aprirà davanti il mondo dei 420 orari. Anche l'incidenza dell'ala posteriore, nonché la sua posizione, variano a seconda della modalità di guida. In aggiunta, l'affinamento aerodinamico su Bugatti Chiron ha portato a un sistema attivo di canalizzazione dell'aria sin dall'avantreno, al di sotto della calandra tipica del marchio. I numeri non sono ancora terminati, perché da certe velocità è cruciale fermarsi (e senza esitazioni). In 31 metri ci si arresta da 100 km/h, in 125 metri da 200 km/h e in 275 metri da 300 km/h. L'impianto ha dischi carboceramici in carbon silicon carbide (CSiC), da 420 millimetri davanti e 400 millimetri dietro - 20 millimetri più grandi e 2 millimetri più spessi che in passato -, con pinze a 8 e 6 pistoncini rispettivamente, potenza frenante alla quale sommare l'incidenza aerodinamica. E' uno dei settori sui quali lo sviluppo è proseguito affinando e perfezionando soluzioni avveniristiche, come le prese d'aria dei freni collocate accanto ai proiettori a led anteriori in quattro elementi con lenti singole, affiancati da prese supplementari più in basso. Anche la forma del cofano motore è stata progettata per migliorare l'afflusso d'aria nel vano e ridurre le turbolenze. Tutto nuovo è il telaio monoscocca in fibra di carbonio, notevolmente più rigido che sulla Veyron. Le dimensioni di Bugatti Chiron crescono significativamente, si fa 82 millimetri più lunga, 40 millimetri più larga e 53 millimetri più alta, conservando invariato il passo a 2 metri e 71 centimetri. Il corpo vettura poggia su cerchi dal diametro differenziato, 285/30 R20 davanti e 355/25 R21 dietro, ovviamente con coperture realizzate ad hoc per resistere alle sollecitazioni di una velocità massima così elevata e al carico aerodinamico sviluppato. Stilisticamente sono da segnalare le peculiarità dei gruppi ottici anteriori a lente singola, la forma ellittica dei montanti nella vista laterale, richiamo alla Bugatti Typ 57SC così come la pinna longitudinale che dal cofano anteriore prosegue sul tetto e termina sul cofano motore. Inoltre, la pregevolezza di una striscia in lega di alluminio spazzolato a mano, altamente lucido, contorna l'ellisse che caratterizza la fiancata Gli interni si presentano con materiali sapientemente mixati tra pelle, carbonio e alluminio spazzolato, ma si tratta solo di una base di partenza, perché la quasi totalità delle Bugatti vendute viene accuratamente personalizzata dai rispettivi proprietari. Che si ritroveranno con una copertura dell'airbag del passeggero in fibra di carbonio, prima assoluta per un'auto in produzione: anche sui particolari apparentemente più nascosti si è andati alla ricerca della perfezione e di grammi in meno. Novità anche per il "trasporto bagagli", con un set di borse dedicato, ritagliato sulle misure del vano anteriore. Già 150 Bugatti Chiron sono state ordinate e verranno consegnate a partire da ottobre, a un prezzo di partenza fissato in 2 milioni e 400 mila euro (tasse escluse). Ne restano ancora 350 disponibili... Fabiano Polimeni