Con la DB10 passata di mano all'asta, auto esclusiva per James Bond, dopo DB9 ecco arrivare Aston Martin DB11. Il nuovo capitolo nella storia delle granturismo inglesi fabbricate a Gaydon si caratterizza per una miriade di novità, stilistiche e tecniche. Gli amanti del marchio dovranno abituarsi a forme meno morbide e avvolgenti, per scoprire un'Aston Martin che si fa più appuntita, spigolosa, provando a conservare gli elementi distintivi di sempre, a partire dalla calandra. E' ancora il cardine intorno al quale ruota il design del frontale, rivisitato profondamente nei gruppi ottici, con una cura aerodinamica superiore al passato e sottolineata da aperture dietro i passaruota al tempo stesso funzionali alla riduzione della portanza sull'asse anteriore e per caratterizzare stilisticamente la fiancata: non più staccate dal passaruota, ma parte costitutiva, dettaglio sottolineato dalla porzione con tinta a contrasto. Tema bi-colore riproposto sugli archi del tetto, anche qui con un intervento tecnico da sottolineare: alla base del montante C è stata ricavata un'apertura per guidare i flussi verso l'AeroBlade, l'ala virtuale come la chiamano in Aston Martin. Se Ferrari 488 GTB ha proposto il cassettino alla base del lunotto, con sfogo dell'aria sul posteriore, Aston Martin DB11 guida i flussi per farli defluire da una griglia nella parte superiore della coda. Le proporzioni provano a restare quelle apprezzate in passato, un abitacolo arretrato, con chiara influenza del nuovo corso stilistico che caratterizzerà anche Aston Martin DBX. Insieme al design, DB11 introduce profonde rivisitazioni tecniche all'insieme motore-trasmissione-telaio. In attesa dei V8 biturbo Mercedes-AMG, il V12 Aston Martin subisce un downsizing accompagnato dal doppio turbocompressore: 5.2 litri e due turbo per erogare 608 cavalli e 700 Nm di coppia massima, supportato da start&stop e disattivazione dei cilindri. La scelta Aston Martin è di un'esclusione totale di una bancata, trasformando nelle fasi di coasting e di marcia ai carichi parziali il V12 in un sei cilindri in linea, di fatto. Accorgimenti specifici sono stati adottati anche per mantenere la temperatura dei catalizzatori nel corretto range di funzionamento. Proseguendo lungo la linea che porta la coppia al posteriore, in uno schema transaxle rivisto rispetto alla DB9, sulla DB11 debutta il cambio automatico 8 marce ZF, soppiantando il vetusto 6 rapporti. Telaisticamente è un progetto nato sull'evoluzione del pianale VH, alleggerito, contraddistinto da una costruzione in alluminio con pannelli incollati e soluzioni differenziate a seconda dei vari componenti della carrozzeria da trattare, così ecco l'adozione di procedimenti di estrusione o pressofusione. Lo schema sospensivo, irrigidito, abbina anteriore a triangoli sovrapposti e posteriore multilink a 5 leve; quanto ai cerchi, diametro da 20 pollici e gommatura differenziata (255/40 davanti e 295/35 dietro), frenati da un impianto con dischi da 400 millimetri morsi da pinze a 6 pistoncini e 360 millimetri al posteriore con pinze a 4 pistoncini. Le prestazioni segnalano una velocità massima di 322 orari e uno zero-cento da 3"9. Nonostante gli interventi di alleggerimento, siamo di fronte a una granturismo dalla massa importante, visti i 1.770 kg dichiarati, ripartiti 51:49 tra i due assi. Le dimensioni di Aston Martin DB11 vedono una lunghezza di 4 metri e 73 centimetri, 194 centimetri in larghezza e 127 in altezza, con un passo di 2 metri e 80. A bordo si apprezza la medesima evoluzione proposta per la carrozzeria. Sedili in pelle, rivestimento comune alla plancia e al tunnel, mentre il cielo è in Alcantara, di serie. La strumentazione interamente digitale, da 12 pollici, segue i dettami più recenti, completata da uno schermo per la multimedialità da 8 pollici, in cima alla plancia, con comandi touch. Muoversi tra i menu sarà possibile con un selettore a rotella, oppure con un touchpad optional, sviluppato insieme a Mercedes e in grado di rilevare la scrittura e i gesti per attivare le varie funzioni. La dotazione standard proposta su Aston Martin DB11 è quella che ci si attende da una GT proposta a 204 mila euro: audio premium da 400 watt, telecamera a 360°, connettività completa per l'infotainment, hotspot Wifi, sedili riscaldabili, con memoria e regolazione elettrica, parcheggio automatizzato, fanno parte del corredo di serie. Come il selettore delle modalità di guida, che interviene sugli ammortizzatori adattivi e la risposta del volante, collegato a un servosterzo elettrico modificato: GT, Sport e Sport Plus le tre alternative. Fabiano Polimeni

Le auto al Salone di Ginevra 2016 - parte 3