Non è il solito crossover compatto. Basta osservare Toyota C-HR al Salone di Ginevra, dove si è presentato in anteprima mondiale con le forme definitive, per accorgersene. E, semmai servisse una conferma, sono le parole di chi ha seguito lo sviluppo del progetto e immaginato il cliente-tipo di C-HR a confermarlo: una clientela attenta allo stile, disposta anche a sacrificare quote di praticità per avere in cambio un appagamento visivo dal design, piacerà a chi ama le novità e cerca un prodotto emozionale. L'originalità è la nota caratteristica di Toyota C-HR Hybrid, che mutua il pianale TNGA e il sistema ibrido dalla Prius, assicurando consumi contenuti dall'abbinata tra motore termico 1.8 litri a Ciclo Atkinson (efficienza termica arrivata al 40%) ed elettrico a fare al tempo stesso da trasmissione. Eroga 122 cavalli e annuncia emissioni di Co2 sotto i 90 g/km. L'alternativa? Un bel turbo benzina 1.2 litri, 115 cavalli da gestire con cambio manuale 6 marce o automatico CVT, in questo caso con la possibilità di avere C-HR anche con trazione integrale. Certi mercati avranno anche un 2 litri aspirato con trasmissione CVT. Non è il crossover pensato esattamente per affrontare sterrati, non dà quest'impressione, quanto piuttosto quella di un prodotto fortemente curato nel design. Ci si attendeva una "normalizzazione" delle forme rispetto al concept - il primo, lanciato a Parigi nel 2014, poi Francoforte 2015 l'evoluzione - e c'è stata, ma non tale da cambiare i tratti della show-car. Superfici dalle molteplici sfaccettature, anteriore alto e con gruppi ottici a ritagliarsi ampio spazio (full led). Trattamento bicolore per l'arco del tetto, completato da un'interpretazione originale del posizionamento della maniglia posteriore. Sul montante C l'hanno spostata in tanti, Toyota va oltre e la colloca orizzontalmente, per metà sulla pinna del montante, per l'altra metà sulla porzione nera idealmente legata al tetto. Ha una fiancata molto più filante e allungata rispetto al prototipo ed è l'arretramento della pinna che caratterizza il montante a confermarlo. Non si hanno ancora le dimensioni di Toyota C-HR, l'impressione è che non si discosti troppo dai 4 metri e 35 di lunghezza del concept. Avveniristica anche la coda, con i gruppi ottici sagomati quasi a boomerang e poggiati su un portellone che non rinuncia a una sagomatura vagamente esagonale. I tecnici Toyota assicurano che si guiderà come una compatta, lo sviluppo del progetto ha fissato nell'handling da berlina, ben frenata in appoggio, il riferimento, nonostante l'apparenza da crossover-coupé. Un aiuto arriverà dalla sospensione posteriore, un curato multilink. L'arrivo sul mercato è atteso verso fine anno, con una dotazione di serie che includerà il pacchetto Toyota Safety Sense, con sistemi di assistenza alla guida che spaziano dall'assistente al superamento di corsia, fino ai fari abbaglianti automatici, proseguendo con il rilevamento dei pedoni e la frenata d'emergenza, la rilevazione della segnaletica stradale e l'adaptive cruise control. Fabiano Polimeni

Le auto al Salone di Ginevra 2016 - parte 3